Verdeggiando nella storia: Il vino bizantino del Negev

Nel 2015 l’Università di Haifa e l’Autorità Israel Antichities, guidati dal prof. Guy Bar Oz, iniziarono una campagna di scavo nel Negev centrale, nella località di Elusa

semi di uva

Spinti dalle varie fonti storiche letterarie che raccontavano del ricercato vino bizantino del Negev e del suo costo elevato, gli archeologi cominciarono a scavare al fine di trovare qualche elemento che potesse confermare la presenza di strutture che producevano il vino e quindi l’esistenza stessa del vino pregiato, tanto amato dall’impero bizantino.

Elusa era una antica località posizionata a sud est di Israele (Halutza), non lontano da Gaza, famosa per le sue vigne e la sua uva pregiata di essenza quasi miracolosa; dal momento che l’uva richiede molta acqua e qui invece, essendo un deserto, ne manca.

Ciò nonostante in questo luogo si produceva un vino molto dolce, dal sapore unico.

Molte fonti storiche parlano di questo vino notevole, il cui costo era molto elevato, ma anche molto richiesto da tutte le parti del mondo. Il vino del Negev assunse fama soprattutto nel VI sec. D.C., durante il periodo bizantino e fu richiesto dai paesi del vicino oriente fino all’occidente, rifornendo Egitto, Grecia, Italia, Spagna e Germania e perfino lo Yemen.

Purtroppo non conosciamo il colore ne il sapore perchè il vino non è riuscito a sopravvivere ai nostri giorni; fino a qualche anno fa alcuni botanici provarono a riprodurre il prodotto ma senza successo.

Tra il 2015 ed il 2018 gli scavi hanno fatto riemergere le terrazze dove probabilmente venivano coltivate le viti e di fianco delle vasche dove all’interno venivano pressata l’uva. Gli scavi hanno fatto recuperare anche una serie di barattoli e olle dove all’interno veniva conservato il vino e poi esportato per tutto l’impero.
il ritrovamento di uno delle vasche per pressare l’uva

Gli archeologi trovarono anche molta ceramica locale che serviva per conservare, cucinare imbandire, tutta made in Gaza (si direbbe oggi).

La scoperta più importante però, quella che ha portato a confermare la presenza di aziende produttrici del vino, dello stesso vino del Negev, è stata fatta proprio tra il 2019 e il 2020.

Il prof. Bar Oz condusse una seconda campagna di scavo che portò a fare un intervento al quanto delicato, cioè scavare e pulire l’antica discarica della città bizantina di Elusa. L’antica discarica di rifiuti della città fece emergere (con grande difficoltà), tantissimi piccoli semi corrispondenti all’uva locale e datata 1500 anni fa.

Questa scoperta è stata la prova del nove…dove gli archeologi con lavoro certosino hanno dovuto usare metodi rigorosi per poter separare i minuscoli semi dalla terra.

Attraverso la flottazione i resti botanici sono stati separati dal restante materiale, sono stati puliti e setacciati, insieme anche ad altri resti vegetali.
una delle ceramiche di epoca bizantina, rinvenute durante gli scavi di Elusa

Dalle analisi botaniche dei semi, si è giunti ad una conclusione, e cioè che quei semi rappresentano una originale produzione di uva unica le cui caratteristi erano proprio quelle di poter riuscire a crescere in un ambiente arido come quello del Negev.

Oggi si produce ancora il vino ma è un vino le cui origini sono italiane e francesi e, quindi non ha nulla a che vedere con il prodotto vinicolo di 1500 anni fa.

Il vino di Elusa fece di questa località, il simbolo per eccellenza; Elusa era ricca e abitata da gente benestante grazie proprio alla produzione del vino locale, ma era ricca anche perchè si utilizzavano prodotti pregiati da importo.

Sono stati trovati infatti resti di molluschi del Mediterraneo, ossa di pesce del Mar Rosso, e altri resti biologici che indicano l’alto tenore di vita dei residenti della città.
semi d’uva trovati durante gli scavi.

La città bizantina di Elusa ebbe il massimo splendore e benessere economico durante il VII e VIII sec. d.C, sicuramente grazie la produzione di uva e di vino locale, che permise i produttori di arricchirsi; ma successivamente la città fu completamente abbandonata causa della peste Giustiniana che si diffuse in tutto il Negev e, con essa anche la domanda estera del vino andò via via crollando.

Elusa fu destinata a essere abbandonata, cadde in disordine e di lei non se ne parlò più.

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