Tra oro e azzurro, ecco la Cattedrale di Cefalù. Patrimonio Unesco

La cittadina di Cefalù, uno dei centri che fanno parte del Parco naturale delle Madonie, con i suoi 15.000 abitanti, si trova a 70 chilometri da Palermo, sulla costa settentrionale della Sicilia.

Quella di Cefalù è una storia millenaria che affonda le sue origini nel V secolo a.C. ; il nome le deriva dal greco “Kefaloidion” la cui etimologia è legata alla particolare forma della rocca che sovrasta il promontorio lungo il quale sorge la città, e che si innalza al di sopra di esso come una piccola testa.

Ammirare Cefalu’ da lontano è davvero sorprendente, infatti il colore turchese del mare che la lambisce contrasta meravigliosamente con l’imponente sperone scuro che si erge alle spalle del centro abitato. 

Molte le dominazioni che Cefalù subì nel corso dei secoli, da quella dei Greci, a quelle dei Siracusani, dei Romani, dei Bizantini, degli Arabi e dei Normanni: tutte lasciarono una traccia importante nella storia artistica di questa splendido luogo. 

Antichi resti di un insediamento pre - ellenico sono rappresentati dalle mura megalitiche che circondano il centro storico, ottimamente conservate soprattutto sul lato nord, che un tempo rendevano la città una fortezza inespugnabile.

Passeggiando, prima sul molo che rappresenta la conclusione dell’elegante insenatura su cui si adagia il paese, si raggiunge, attraverso un percorso che si snoda lungo la scogliera, il bastione di Capo Marchiafava, ubicato a ridosso della Chiesa dell’Itria; proseguendo il cammino, attraverso le strette strade di questo delizioso borgo, considerato la Perla del Tirreno e inserito, meritatamente, nella lista dei Borghi più belli d’Italia, si continua nell’ammirare chiese, palazzi finemente decorati, fino a giungere al cuore dell’abitato, all’architettura per cui questo territorio è conosciuto in tutto il mondo e visitato, ogni anno, da migliaia di turisti: il Duomo di Cefalù o, meglio, la Cattedrale della Trasfigurazione

Il Duomo di Cefalù, edificato per volontà di Ruggero II il Normanno nel 1131, fu dichiarato Patrimonio Unesco nel 2015; fa parte del sito “Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale”, una serie di nove edifici religiosi e civili che risalgono al periodo del regno Normanno di Sicilia (1130 – 1194). 

Questi straordinari organismi architettonici sono un perfetto  esempio di sincretismo socio - culturale tra le culture Occidentale, Bizantina e Islamica; proprio attraverso il reciproco scambio tra queste differenti realtà, fatto di conoscenze e di idee, presero forma espressioni artistiche uniche e particolari, basate su nuovi concetti di spazio e struttura.

La realtà siciliana e, in particolare, quella palermitana, risente in epoca altomedioevale di vari influssi che sono strettamente correlati alle vicende politiche e storiche dell’isola. Prima l’insediamento degli Arabi, durato oltre due secoli (IX e X), poi l’arrivo dei Normanni (1016 – 91), che coincide con la creazione del Regno di Sicilia, danno vita ad un processo di stratificazioni culturali, che si manifestano attraverso l’intricato tessuto artistico locale, con contaminazioni greche, islamiche e latine. 

Palermo, soprattutto, si colora di elementi musulmani, bizantini e occidentali, conservando, però, un lato estremamente arabeggiante, evidenziato dal cronista Ibn – Giubar, il quale, visitando nel 1183 la città, disse che ricordava  Cordava nella sua architettura.  

Ruggero II, ottenuto nel 1130 il titolo regio,  fu il committente della  decorazione musiva delle maggior parte delle chiese palermitane, dove lavorarono, a causa dell’assenza di una specifica tradizione locale, maestranze orientali affiancate da maestranze autoctone, lungo un arco temporale compreso tra il 1140 e il 1154. 

Anche nel Duomo di Cefalù si assiste a questo tipo di collaborazione, messa in atto per realizzare il vasto ciclo musivo, che insieme a quello della Cappella  Palatina e della Martorana (entrambe a Palermo), fu uno dei più influenzati dall’arte bizantina.

Ruggero II promosse due imprese artistiche a carattere dinastico molto importanti, una fu la realizzazione della Cappella di San Pietro nel Palazzo Reale di Palermo, primo e significativo atto di una nuova politica artistica, fondata su una qualità  “imperiale” del potere, l’altra fu la fondazione, nel 1131, della Cattedrale di Cefalù, con la quale volle creare un luogo di sepoltura destinato alla sua persona e ai discendenti, un edificio che simboleggiasse per gli Altavilla quello che per i re di Francia era l’abbazia di Saint Denis. 

Tale volontà fu sottolineata dal diploma del 1145, attraverso il quale il sovrano fece collocare, nel transetto, i due sarcofagi in porfido che nel 1215 vennero trasferiti, su ordine di Federico II, a Palermo.

Il Duomo di Cefalù, iniziato nel 1131 ma concluso, con ogni probabilità, tra il 1166 e il 1170, manifesta suggestioni nordiche, cluniacensi, nella conformazione della zona presbiteriale e nel prospetto chiuso da due torri, presenti anche nel grandioso Duomo di Monreale, a pochi chilometri da Palermo.

Esso sorge nella parte più alta di Cefalù a ridosso di un grande massiccio roccioso e reca impressa, nelle sue strutture, la testimonianza dei rifacimenti attuati nel corso del tempo. 

La facciata, portata a compimento nel 1240, appare racchiusa da due maestose torri a quattro piani di cui l’ultimo rientrante e coronato da una guglia piramidale. Il portale d’ingresso, fastosamente scolpito, venne protetto, nel XV secolo, tramite un portico a tre fornici, formato da due archi a sesto acuto che affiancano quello centrale a tutto sesto. Il fronte, posto superiormente, risulta decorato da due ordini sovrapposti di arcate cieche a sesto acuto che poggiano su colonnine addossate al muro.

La chiesa presenta un impianto basilicale diviso in tre navate da otto colonne di granito, coronate da capitelli classici e bizantini, riccamente decorati. Il carattere dinastico del monumento è la chiave per comprendere la grandiosità riferibile ad un primo progetto, mai realizzato, la cui esistenza, però, è dimostrata, internamente, dalla presenza di due arcate trionfali, poste, la più bassa all’interno della più alta, all’attacco della navata centrale al transetto. 

Al primo progetto sono riferibili la facciata e la zona presbiteriale, creata più in alto rispetto alle tre navate attuali, poste più in basso, e relative ad un secondo progetto.  

A livello di impianto il primo progetto non si discostava da esperienze precedenti e dall’uso della terminazione di stampo cluniacense, ma, nell’alzato, dimostrava una forte novità nella presenza di un loggiato continuo, realizzato in spessore di muro nei due bracci del transetto così da formare un terzo livello monumentale, collocato al di sopra delle arcate di collegamento delle navate, e, al di sopra delle finestre. 

Nel cantiere della Cattedrale di  Cefalù si diede avvio ad una produzione plastica davvero straordinaria, legata ai capitelli realizzati per diverse parti dell’edificio da maestranze pugliesi. Capitelli finemente istoriati con Storie dell’Antico e del Nuovo Testamento furono scolpiti nel magnifico Chiostro Canonicale, una delle più eccelse testimonianze artistiche di età normanna, coevo all’edificio religioso  e collocato a nord di esso; venne realizzato a pianta rettangolare ad una quota più bassa, di circa tre metri, rispetto al Duomo, con eleganti archi ogivali sorretti da una serie di colonnine binate. 

Il ricchissimo apparato scultoreo dei capitelli, con contenuti storico – biblici che vanno dalla Creazione sino alla Salvezza finale, è una splendida testimonianza di arte romanica e presenta raffigurazioni antropomorfe, zoomorfe e fitomorfe, prese a prestito dai bestiari e dagli erbari medioevali. 

Nel simbolismo teologico del Medioevo il Chiostro era chiamato a rappresentare il Paradiso celeste sulla terra tramite la riproposizione del giardino carico di frutta e fiori; qui a Cefalù, nel Chiostro il giardino è suddiviso in quattro parti, in riferimento ai libri delle Sacre Scritture e con puntuale rimando ai capitelli presenti.

Attualmente il lato orientale non esiste più, distrutto da un incendio nel 1809, ed il colonnato settentrionale è in attesa di restauro; è possibile ammirare, in una cornice di estrema bellezza, solo la porzione che si apre tra fianco occidentale e meridionale. 

Per quanto concerne la decorazione musiva, essa  si dispiega sulle superfici dell’abside centrale, della crociera ad essa contigua e sulle pareti sottostanti;  su tutto spicca l’immagine a mezzo busto del Cristo Pantocratore, rappresentato, invece, a figura intera nella Martorana (una delle chiese appartenenti al circuito dei siti Unesco palermitani). 

Contemporaneo a quello della Cappella Palatina, il Pantocratore di Cefalù rappresenta un capolavoro indiscusso dell’arte musiva bizantina in Sicilia, definito “una delle più perfette rappresentazioni della divinità nell’era cristiana di ogni tempo”. 

Realizzato tra il 1131 e il 1148 da maestranze provenienti da Costantinopoli, è rappresentato come Re, Sacerdote e Profeta. Egli indossa, a simboleggiare la sua doppia natura, divina e umana, un abito rosso lumeggiato (natura divina) sopra il quale è posto un mantello blu (simbolo di umanità). 

La dignità sacerdotale è indicata dalla stola di colore verde, la sua regalità dall’aureola gemmata e il suo carattere profetico dal libro aperto. La mano destra è raffigurata con pollice, anulare e mignolo uniti ad indicare il silenzio, in quanto solo Lui, quale Maestro, può parlare. La sua parola si manifesta attraverso il Libro che tiene aperto nella mano sinistra, sulla pagina, che in greco e latino, recita: “io sono la luce del mondo, chi segue me non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita”.

I mosaici rappresentano: il Pantocratore nel catino absidale, la Vergine orante tra gli arcangeli Raffaele, Michele, Gabriele e Uriele nel primo registro, i 12 apostoli nel secondo e terzo registro del cilindro absidale, Cherubini e Serafini nelle 4 vele della crociera, Profeti, Santi guerrieri, Padri della Chiesa occidentale e orientale nei 4 registri delle pareti meridionale e settentrionale. 

Ciascuna figura, dotata del proprio nome in latino o in greco, è isolata nel fondo d’oro, disposta, ad eccezione del Pantocratore e delle figure sulla vela della crociera, secondo raggruppamenti seriali; da questi principi iconografici, tendenti alla ripetitività, nascono comunque straordinari mosaici caratterizzati da una impostazione solenne e da un ritmo sapientemente organizzato. 

All’interno di tale ricca decorazione gli studiosi hanno distinto  diverse fasi di realizzazione: in effetti le immagini del quarto registro, l’inferiore, mostrano tratti riferibili ai modi con cui, al tempo di Guglielmo I, venne conclusa la decorazione della Cappella Palatina.

La conquista normanna della Sicilia, avvenuta alla metà dell’XI secolo, rappresentò per l’isola un avvenimento decisivo non solo sul piano politico, promuovendo l’inizio di un’intensa fioritura artistica, estremamente rivoluzionaria. 

I nuovi sovrani incentivarono la costruzione di grandiosi edifici, dove stili differenti, ereditati dalle precedenti dominazioni, si fusero, dando vita ad una cultura originalissima in cui elementi strutturali e decorativi di impronta araba vennero combinati a impianti planimetrici e rivestimenti musivi di tradizione bizantina.

Ancora una volta abbiamo parlato della Sicilia e quale occasione migliore tra l'altro per proporvi anche qualche tour interessante.

Qui troverete un elenco di visite guidate, ma anche pacchetti per famiglia, alla scoperta dell'Isola più bella dell'Italia.

TOURS:

 

Tour di Cefalù in jeep al tramonto+ barbecue

 

Visita guidata di Cefalú

 

Escursione in jeep al Parco delle Madonie

 

Tour privato di Cefalù

 

Giro in barca a Cefalù, Castel di Tusa e Costa Turchina

 

Tour dei misteri e delle leggende di Palermo

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