Quasi sicuramente se si parla di questo vasto territorio viene in mente sempre le lunghe vie cave dove l’eroico archeologo Indiana Jones si imbatte in grandi corse a cavallo, inseguito dai nemici; le dune ed altri scorci sono gli ambienti dove Lawrence d’Arabia ha vissuto e dove ancora oggi lo ricordiamo come uno dei personaggi storici più importanti.
Ma la Giordania è anche ricca di archeologia e di geologia che ne fanno da padroni e che riescono sempre a coinvolgere le persone, fino a farle tornare per un secondo viaggio.
Amman, Jerash, Madaba, e poi il Monte Nebo…
La Giordania è il luogo della Bibbia dove tutto è cominciato e dove tutto ancora ha un seguito.
Lo scenario principale è il Mar Morto dove (secondo il vecchio Testamento) la moglie di Lot fuggendo con il marito da Sodoma e Gomorra disubbidisce a Dio, guardando indietro; diviene così una statua di sale che ancora oggi (metaforicamente) è possibile vedere in uno degli scorci delle coste salate. Genesi 19,26
Proprio in riferimento alla Genesi Biblica e a questa parte del territorio Giordano, vogliamo farvi conoscere un sito ed un museo poco noto (benchè di importanza storica archeologica). Diciamo che è fuori i circuiti classici turistici e anche la posizione non è molto favorevole al raggiungimento.
Priva di vegetazione e di alberi che possono dare un po' di ombra, sotto temperature che superano i 40 gradi, “La grotta di Lot ed il Museo del Punto più Basso della Terra sono tra le attrattive meno frequentate ma scuramente molto interessanti.
A circa 2 km a nord est di Safi e segnalata lungo la Strada del Mar Morto, appena giunti il punto basso, si intravede una struttura circolare, proprio sul versante della collina.
La grotta si trova 2 km a nord-est di Safi ed è ben segnalata lungo la Strada del Mar Morto. Saprete di essere arrivati quando vedrete la struttura circolare del museo sul versante della collina.
Il museo si trova esattamente nell’antica Zoara (Ghof Safi) di origine medievale, a circa 112 km da Amman e già dal giugno 2020 sta sostenendo una serie di progetti legati alla protezione del patrimonio culturale, tra l’altro coinvolgendo anche alcune cooperazioni italiani, oltre che britanniche.
Si perché gli oggetti esposti e la stessa struttura del museo è in parte gestita ed organizzata dalla British School. Ma andiamo con ordine.
Il Museo del Luogo più Basso del Mondo (Museum of lowest place on the Earth) vanta di una collezione di manufatti dal periodo Neolitico, del bronzo, del periodo greco-romano, del periodo bizantino e del periodo islamico.
Il museo fu inaugurato nel 2012 in realtà ma soltanto adesso sta riscuotendo un notevole interesse da parte anche di turisti; presenta una forma particolare a forma di conchiglia per volere del governo giordano attraverso il Ministero del Turismo che commissionò l’opera all’ Hellenic Society for Near Eastern Studies.
Il museo diventa anche un punto strategico perché i turisti che viaggiano tra Amman e Aqaba, hanno modo anche di visitare il sito e con esso conoscere le grandi scoperte di esso attraverso l’esposizione.
Questo è lo scopo dei progettisti ovviamente.
Inoltre l’archeologo greco Kostantinos Politis (uno dei progettisti) ha affermato che il pellegrino durante il viaggio alla scoperta della sua fede, avrebbe potuto conoscere meglio il luogo dei primi cristiani del IV-V sec d.C, immergendosi nei materiali ritrovati in loco; questi avrebbero e lo fanno ancora, raccontato veramente i primi insediamenti in maniera figurativa ed oggettistica.
Le prime comunità cristiane che vivevano a Zoara avevano una chiara idea delle prime popolazioni che occupavano l’area e così presero anche spunto.
Molti dei ritrovamenti di ceramica del neolitico sono esposti proprio in questo museo.
Inoltre vi sono un laboratorio dove si possono effettuare moltissime ricerche da parte di studenti e giovani archeologi. Vi è la sala del “restauro per i mosaici”.
Le sale seguono la forma interna ad arco in modo da condurre il visitatore verso le varie esposizioni che permettono di ammirare i manufatti ritrovati nei luoghi intorno.
Il museo attira anche molti pellegrini che nelle vicinanze visitano la Grotta di Lot; le ceramiche di circa 5000 anni fa, risalenti all’età del bronzo, sono altrettanto esposte.
E’ affascinate vedere come Fede e Archeologia possano andare di pari passi e dimostrare che gli eventi ed i protagonisti della Sacra Bibbia, in qualche modo sono dimostrabili attraverso i vari ritrovamenti.
"Il museo mostra il passato, ma l'idea è di avere il museo per il presente e il futuro", ha detto Papaioannou. collaboratore del Museo.
Su questo siamo concordi.
Sempre Papaioannou: Ho notato che il museo recupera manufatti, avvia turismo e visite scolastiche, dialoghi interreligiosi, offrendo posti di lavoro per la gente del posto e ospitando un caffè come centro sociale, oltre a uno spazio per l'artigianato locale.
Papaioannou ha aggiunto che il progetto è in fase di attuazione nell'ambito dell'USAID SCHEP.
I visitatori possono ammirare le ceramiche di 4500 anni ritrovate a Bab edh-Dhra e Numeira (comunemente considerate le città bibliche di Sodoma e Gomorra).
All’interno delle sale ci sono elementi architettonici e mosaici recuperati dal monastero bizantino, abiti greco-romani conservati e ceramiche dell'età del bronzo recuperate dall'interno della grotta di Lot.
Gli oggetti esposti descrivono in questo modo le varie popolazioni che hanno abitato le coste del Mar Morto, confermando così una certa frequenza per millenni.
A circa 1 km dal Museo vi è la Grotta di Lot che potremmo inserirla tra le più notevoli scoperte archeologiche.
Come da regola oggi la grotta è divenuta un luogo di culto cristiano, attraverso il quale sorge appunto il suo santuario, dedicato proprio a Lot.
La leggenda vuole che quella grotta, tra le montagne giordane sopra la veduta del Mar Morto sia quella dove Lot, nipote di Abramo, dopo la fuga da Sodoma e Gomorra, dopo che sua moglie fu trasformata in statua di sale, si rifugiò con le sue due figlie.
E come scrive Genesi 19,30-38, Le due giovani per dare continuità alle generazioni future si coricarono con il padre, ubriacandolo.
E’ in questo doppio atto di incesto che nascono i due figli che poi avrebbero generato i Moabiti e gli Ammoniti.
Oggi di quella grotta non è rimasta nulla ma gli scavi archeologici condotti da Kostantin Politis hanno portato alla luce diversi materiali databili al periodo neolitico ed in particolare il periodo collocabile al personaggio biblico; in più tra il 1988 ed il 1996 la scoperta di un basso rilievo con un incisione conferma che durante il primo periodo cristiano, il luogo era dedicato a San Lot.
Vi ricordo che un luogo di culto cristiano non è mai un caso isolato e che potrebbe essere in realtà, il susseguirsi di un altrettanto luogo di culto più antico.
Così grazie ai finanziamenti del British Museum, la campagna di scavo ha potuto recuperare una parte di storia fondamentale, rivelando uno strato più antico.
Attraverso l’esplorazione approfondita, sono rinvenute ceramiche della media e prima metà del bronzo e anche nabatee di cui la data ancora molto incerta (potremmo collocarli tra il VII e V sec. A.C)
Fatto sta che era chiaro che vi era presente già un santuario o comunque un luogo di culto legato probabilmente alle acque.
Successivamente questo luogo diede spazio al primo santuario cristiano, di origine bizantina, realizzato intorno al 560 d.C.
Questo lo sappiamo grazie ad una antica mappa di Madaba (oggi conservata al Museo di Amman) che mostra proprio la presenza di un santuario nelle vicinanze di una sorgente.
Le indicazioni non lasciano dubbi e secondo la prima indagine effettuata da Mc Donald, riemergono i resti di un monastero che chiamò Monastero della Sorgente di Abata (Deir 'Ain 'Abata ).
Il monastero poi subì, nel corso degli anni delle trasformazioni e in pieno medioevo cominciò ad assumere le caratteristiche di una basilica.
Ancora oggi, da turista appassionato di archeologia è possibile notare la divisione in tre navate. La basilica è accessibile attraverso una stretta area scavata che porta ad avere l’impressione di entrare nel cuore della collina.
Si possono notare anche le tre absidi di cui quella settentrionale conduce alla grotta di Lot ed è caratterizzata da un portale decorato con rosette e croci. Lo stretto percorso porta il visitatore anche ad avere un certo raccoglimento e rispetto nei confronti del luogo sacro e questo permette di avere un impatto particolare con la spiritualità del luogo.
Ancora e visibile il presbiterio rialzato da due gradini e avvolto da diverso materiale di riporto, è riconoscibile il battistero con una circolare vasca.
Non c’è dubbio che la basilica sia stata restaurata diverse volte nel corso del medioevo e che quindi, il sito sia stato occupato da diverse generazioni dell’ordine monastico.
La presenza di alcuni splendidi mosaici datati 606 e 691 d.C, ci fa l’analisi dei vari interventi di ristrutturazione della struttura e perciò anche dell’aggiunta di pavimenti e altri elementi decorativi.
Alcuni di questi mosaici oggi sono esposti proprio al Museo del punto più basso della Terra, nella sezione arte Bizantina.
Il culto nei confronti di Lot è perdurato fino l’epoca abbaside e perciò fino anche il 1500.
Non molto lontano c’è anche una cisterna che ci conferma ulteriormente la presenza di piccole comunità.
Con questo articolo vogliamo farvi conoscere anche alcuni siti e musei che possono rivelarci molte informazioni storiche e religiose di un territorio fantastico.
Se siamo in qualche modo riusciti a farvi amare la Giordania e comunque avete voglia di allontanarvi dai soliti circuiti turistici, non esitate a contattare i rispettivi siti.
Il popolo giordano è comunque molto caloroso e gentile nell’offrire informazioni e cordialità, nell’interesse anche di poter ricevere molti turisti.
Potete anche accedere a questo link dove ci sono diversi pacchetti viaggio con rispettive visite guidate da prenotare.
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Note e rif.
https://it.wikipedia.org/wiki/Portale:Cristianesimo
https://it.wikipedia.org/wiki/Portale:Bibbia
Visite Guidate
Circuito completo della Giordania