Stiamo parlando di un area antichissima riservata al cibo veloce (oggi fast food) datata 2700 a.C.
Una grande equipe guidata dalla professoressa Holly Pittman della university of Pennsylvania e dalla professoressa Sara Pizzimenti del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell'Ateneo pisano hanno spiegato che a soli circa 50 cm dalla superficie si nascondeva veramente un'importante tesoro che racconta ancora oggi, la vita quotidiana che avveniva in uno delle più famose città-stato della Mesopotamia: Tel al Hilba, cioè l'antica Lagash.
Cosa è stato trovato è qualcosa di veramente eccezionale: una zona pranzo all'aperto con panchine, un forno, dei contenitori per la conservazione del cibo, e ovviamente antichi resti di cibo. Ma il reperto che più ha sconvolto è un frigorifero di 5000 anni fa chiamato "zeer" (termine arabo) che sta ad indicare "vaso nel vaso".
Il ritrovamento de "La Taverna di Lagash" è stato veramente importante, non solo perchè ha dato notizie sull'alimentazione di quei luoghi durante quel periodo storico, ma ha acceso i riflettori sul metodo di produzione, di distribuzione e consumo del cibo che avveniva (secondo gli scavi archeologici recenti) all'interno di un ampio cortile con banchetti e dispositivi per la conservazione dei cibi.
Sono state ritrovate anche molte ciotole con del cibo.
La ‘taverna’ di Lagash è di conseguenza un tassello importante per ricostruire le conoscenze nel campo della produzione e distribuzione alimentare, economia alla base delle prime società complesse della storia dell’uomo.”
Tell al-Hiba si trova a 24 km a est della città di Shatra, nel governatorato del Dhi Qar, nel sud dell'Iraq. Con i suoi più di 400 ettari di estensione, Lagash è una delle città-stato più antiche e più grandi della Mesopotamia meridionale e capitale dell’omonimo stato. Occupata a partire dal quinto millennio a.C. e in gran parte abbandonata attorno al 2.300 a.C., è stata uno dei più importanti snodi commerciali della regione, sede di un’intensa e variegata produzione artigianale, e con immediato accesso a terreni agricoli.
Fino al Lagash Archaeological Project, iniziato nel 2019, gli scavi si erano sempre concentrati sull'architettura religiosa e sulla comprensione delle élite. Con il nuovo progetto, invece, l’attenzione degli archeologi si è concentrata sulle aree non elitarie della città, così da poter conoscere meglio quale fosse la vita nell’antica città mesopotamica. La scoperta della taverna getta quindi nuova luce sulla vita quotidiana di un quartiere popolare sumerico probabilmente legato ad attività artigianali di produzione ceramica.
Questa zona è sempre stata meta di interesse archeologico ed esplorativo e lo fa capire i 135 anni di attività di scavo che, incessantemente, hanno recuperato tantissimo materiale di informazione storica.
Le prime esplorazioni archeologiche a Tell al-Hiba risalgono alla fine del XIX secolo (1887), ma è solo nel 1953, grazie al ritrovamento di un'iscrizione da parte dell'assiriologo danese Thorkild Jacobnsen e di Fuad Safar, che si è stati in grado di indentificare il sito con l'antica Lagash.
La città è stata per la prima volta intensivamente investigata grazie alle cinque campagne di scavo (1968-1976) di un progetto congiunto del Metropolitan Museum of Art e dell'Institute of Fine Arts di New York sotto la direzione di Donald Hansen. Seguiranno altre due campagne, nel 1984 (UCLA) e nel 1990 (UPENN), quest'ultima interrotta dallo scoppio della prima guerra del Golfo.
Le ricerche ripartiranno solo nella primavera del 2019, con un primo progetto congiunto tra l'Università della Pennsylvania e quella di Cambridge, seguito da una seconda campagna nel novembre 2021. Ma è dalla terza campagna, iniziata a marzo 2022, che entra in scena anche l'Università di Pisa con un gruppo di archeologi guidati dalla professoressa Sara Pizzimenti che, nella quarta stagione di scavi (autunno 2022), diverrà Direttore sul campo e condurrà alla scoperta di quella che si presume essere un'antica taverna di 5000 anni fa.
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