Regina Viarum: una nuova candidata Unesco, l'Appia Antica

Ormai è risaputo che circa il 95% dei beni italiani tra architettonici, paesaggistici ed enogastronomici sono inseriti nel patrimonio dell’Unesco; questo non fa che renderci Onore. Ben 54 siti seguita soltanto dalla Cina.

Ma c’era un sito che stranamente a Roma, non era mai preso in considerazione e mai candidato: la più grande ed importante via di comunicazione romana, la Via Appia.

Ma per fortuna direttamente proposta dal Ministero della Cultura la Unica Regina Viarum Appia Antica si getta nel vorticoso giro delle bellezze mondiali.

Proprio il Ministero della Cultura guidato da Dario Franceschini ha spinto per la candidatura della Via Appia Antica per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, coinvolgendo anche 4 regioni, 28 uffici ministeriali, 13 tra città e province, ma anche parchi ed università.

 Tutte insieme si sono mosse in primis per promuovere il sito dell’Appia Antica e poi per permettere in seguito la valorizzazione nonché la tutela della via lunga ben 120.000 km (da Roma a Brindisi passando per Benevento).

Oltre la sua lunghezza, la via Appia Antica rappresenta ancora la base dell’articolata della attuale viabilità lungo il Mediterraneo e ancora oggi è l’emblema della prima comunicazione o via pubblica

Lo scopo non è soltanto quello di dichiarare all’Unesco l’importanza del sito dovuta alla presenza di elementi architettonici, archeologici, funerari del sito ma, possibilmente anche quello di tutelarlo.

Al fine di poter partecipare alla Lista, il Mic ha provveduto a diversi sopralluoghi dell’antica via individuando così ben 22 tratti tra strade rettilinee e diverse diramazioni, avendo così a disposizione una serie di requisiti validi.
Non possiamo negare che per poter rientrare tra i rappresentativi valori universali culturali occorre ovviamente investire; pertanto da parte del Ministero della Cultura sta investendo pesanti somme di denaro per interventi di restauro e per mettere in evidenza realtà archeologiche importanti.

La via Appia fu realizzata per volere del censore Appio Claudio ne 312 a.C. e fu portata inizialmente fino Capua perché un nodo importante per far comunicare Roma con il sud Italia. 
Nel 268 a.C la strada fu allungata, grazie anche la conquista da parte dei romani di Male vento che fu in seguito chiamata Benevento.

Nel 272 a.C fu la volta di Taranto e nel 240 a.C raggiunse Brindisi in seguito alla conquista del territorio Salentino terminando proprio qui il percorso. 

Il poeta Stazio diede alla via il nome di Regina Viarum, proprio ad indicare e marcare l’importanza sociale, politica e commerciale di essa.  La via Appia nacque per esigenze militari ma ben presto assunse un ruolo più commerciale e di trasmissione soprattutto culturale. Potremmo dire che grazie all’antica via nacque la prima forma di globalizzazione.

E’ stata e lo è ancora, il simbolo dell’ingegneria stradale più grandiosa e questo grazie ai numerosi monumenti che sostano permanentemente lungo i suoi bordi. Tombe, busti memoriali, canali idrici, cippi ecc, hanno contribuito a far dell’Appia Antica un palcoscenico ricco di cultura.

Soltanto nel 109 d.C grazie all’intervento dell’imperatore Traiano, fu allungata inserendo un tratto aggiuntivo che oltrepassava gli Appennini internamente e collegava Benevento a Brindisi. L strada venne chiamata Appia Traiana e strategicamente era più agevole della regina viarum.
Brindisi sarebbe stata così un ‘importante base e principale porto per comunicare con il vicino Oriente.

 

Non ci resta che attendere i risultati ma intanto chi volesse anche avere l'esperienza di poter visitare un tratto di questa storica e colossale via e scoprire patrimonio Unesco, può prenotarsi potendo scegliere tra i vari tour messi a disposizione per voi.

 

Tour Appia Antica

Via Appia Antica: Tour in Bici Elettrica

Roma: Tour in bicicletta elettrica della Via Appia e degli Acquedotti