Essa è inserita nella zona interna della tiberina, quello che in antichità apparteneva al Forum Novum, cioè un antico e ampio mercato che poi divenne Municipium.
Dal IIII sec a.C il territorio era concentrato sull’economia e sulla produzione e culture della vite e dell’olivo e questo portò Cottanello ad essere famoso per la distribuzione dei prodotti quali olio e vino, sfruttando come vie di commercio il fiume Tevere e
la via Salaria.
Nel mondo romano era conosciuto con il nome di Ager Foronovanus.
A partire dal I sec a.C ed il I d.C Cottanello comincerà a vivere una realtà diversa; infatti da semplice territorio dedicato all’agricoltura, diverrà un luogo abitato dai nuovi ricchi (liberti) creando un vero quartiere ricco di ville realizzate tutte in opera reticolata.
Attraverso un’epigrafe, sappiamo che vi era un liberto della famiglia Ulpia che aveva una certa fama; era infatti uno scriba del Municipium di Forum Novum.
Le ville sono state comunque riutilizzate, poiché ci sono tracce anche di frequentazione fino al IV-VI sec. d. C.
Il marmo di Cottanello
Non possiamo dimenticare assolutamente il perché del nome Cottanello
. Questo dà il nome al marmo rosa tipico di questa zona e che ne fa da padrone; infatti è ben conosciuto il nome di “marmo di Cottanello”.
Di origine calcarea rossastra e rosata, il marmo fu utilizzato prima dai romani in varie località quali Pompei, Ercolano, Ostia e Lucus Feroniae) per il rivestimento delle pareti, per i basamenti dei portici, per lastricati e gradini e molto sfruttati per le tessere dei mosaici; successivamente dai grandi maestri come Bernini e Borromini per decorare le chiese di Roma. Tra le più famose la basilica di San Pietro, Sant’Agnese in Agona e Sant’Andrea al Quirinale.
Tornando alla villa, non possiamo dimenticare che la struttura è quella tipica nella tipologia Urbana-Rustica, all’interno della quale vi una parte dedicata al proprietario e famiglia, ed una parte destinata alla produzione agricola
Ad oggi sono state fatte solo indagini e scavi nella sezione dedicata alla famiglia, mentre quella agricola è ancora tutta (o quasi) da studiare e comprendere nella sua struttura.
E’ comunque ben evidente, anche da occhi non esperti, che l’ampia struttura presenta ancora oggi varie modifiche, confermando quindi il riutilizzo fino al VI sec d.C. Sono evidenti le tre Fasi che noi andremo ad elencare:
I fase II-I sec a.C abbiniamo le strutture murarie ed i pavimenti rilevate nello strato inferiore, insieme al ritrovamento di materiale
II fase prima metà del I sec. d.C evidenti 2 fasi una sopra l’altra ed in particolare quella relativa alla fine del I sec. Buona parte della struttura è ancora visibile.
III fase IV-VI sec. D.C collegabili alle mura le cui strutture sono alquanto irregolari. Appartiene a questo periodo il portico occidentale del peristilio e la zona porticata.
La scoperta
Cottanello, località Collesecco, in seguito ad un crollo della volta di un Cripto portico sotterraneo, furono gli esperti chiamati a fare un intervento. Siamo nel 1969 ed in realtà chi s’imbatterono in scavi intensivi furono volontari della Pro Loco di Cottanello i quali con grande pazienza e duro lavoro, riuscirono a tirare fuori le prime strutture della villa.
Furono ovviamente presenti la Soprintendenza, capitanata dalla dott.ssa Maria Santangelo (all’epoca funzionario) ed il geometra Fabio Mastrodicasa Rinaldi.
Le indagini seguirono anche nel 1973 portando alla luce strutture ancora oggi visibili e che richiesero opere di intervento di restauro.
Con il consolidamento dell’area archeologica, furono messi anche sistemi di protezione come recinsione e tettoia metallica.
Le ultime indagini però sono state nel 2012 -2013. La soprintendenza ha spinto molto infatti per riprendere lavori di indagini al fine di metter in risalto alcune parti mancanti della preziosa struttura.
Hanno così partecipato (grazie ad una concessione di scavo), oltre all’allora Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo, anche l’Istituto di Studi sul Mediterraneo.
Grazie anche la presenza e supporto logistico del comune di Cottanello, hanno portato avanti una importante campagna di scavo archeologico. Hanno soprattutto portato nuovi rivelanti indicazioni, grazie al numeroso materiale.
Oggi grazie anche all’ attenzione da parte di associazioni locali, dello stesso comune e della partecipazione all’evento passato di i borghi del Lazio, il sindaco Roberto Angeletti, l’assessore alla cultura Monica Volpi, hanno potuto far conoscere ai visitatori dello stand, una realtà storica, archeologica molto interessante che vede protagonista l’archeologia e la cultura in generale.
II sito archeologico della Villa Romana di Cottanello fa parte del SMBAS, Sistema Territoriale Integrato dei Musei e delle Biblioteche dell’Alta Sabina.
Per info potete cliccare sul sito di Comune di Cottanello
Biglietto ingresso € 3,00- ridotto € 1,50
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La villa romana di Cottanello di M. Sternini
La villa romana di Cottanello, Ricerche del 2010-2016 di Patrizio Pensabene