Caltabellotta tra megaliti e santuari

E' uno dei paesi considerati più belli d’Italia, uno dei luoghi più antichi di Sicilia, oggi conta circa 3600 abitanti. Paese posizionato tra Sambuca di Sicilia e Sciacca, in provincia di Agrigento, è situata a 949 mt s.l.m.

La posizione abbastanza elevata ha fatto sì che diventasse un luogo dove rifugiarsi e difendersi e dove secondo recenti studi, i Sikani hanno realizzato la loro civiltà. Forse proprio la sua posizione ha permesso di essere scelta come fulcro dai vari popoli antichi e la vicinanza con i due fiumi Platani e Belice (ottimo mezzo di collegamento) ha favorito l’insediamento.

Dai suoi 949 mt di altitudine conosciuto anche come Pizzo Kratas, è possibile ammirare e rimanere incantati dalla visione del mare, delle montagne, le vallate e di ben 30 paesi tra i quali Agrigento, Trapani, Palermo, Caltanissetta, Enna e addirittura (a cielo sereno) il fumo che esce dall’Etna. 

Caltabellotta è ricca di storia confermata dai vari insediamenti che vanno dalla Preistoria, alla Protostoria fino l’età del bronzo che viene improntato sull’arrivo dei Sikàni (antico popolo di origine indiana). Quest’ultimo  giunse in Europa ed in Sicilia portando il fenomeno dell’agricoltura. 

pietra sicula

E’ possibile così ammirare grotte, resti di villaggi rupestri e, numerose necropoli datate II millennio a.C. e associate appunto al popolo dei Sikani. Il mio interesse però si dirige verso altri tipi di insediamento, altri fenomeni archeologici uniti all’astronomia…
Come molti ben sanno, da circa 3 anni (forse qualcosa di più) mi sto occupando di mappare tutti i siti di interesse neolitico, ed in particolare mi sto concentrando sulle mappature di Osservatori Astronomici le cui funzioni erano legate a calcolare l’alternarsi delle stagioni al fine di sapere quando seminare e quando raccogliere. I miei studi hanno avuto una genesi nell’Italia centrale, nel Lazio Settentrionale e nella Toscana Meridionale in particolare (Pitigliano-Sorano-Manciano). Ma limitarsi soltanto ad una parte del territorio significava negare l’evoluzione di un popolo capace di spostarsi e di selezionare il terreno ed il clima giusto. Così ho cominciato a fare una ricerca più approfondita, una ricerca che mi riempisse le lacune di tipo campanilista  create dagli abitanti locali del centro Italia e che rendesse anche un informazione molto più dettagliata dal punto di vista storico, archeologico ed antropologico. 

solco solare

Avevo già scritto degli articoli sulla Sicilia e sulla Sardegna e dei loro Osservatori Astronomici, ciascuna con le proprie caratteristiche ma anche con i propri legami stilistici che portano ad una sola conclusione: l’ordine cronologico degli eventi e la capacità di utilizzare il territorio e la natura con le sue risorse da parte di differenti popoli.

Tra vecchie mappe, documenti già in mio possesso e l’uso ormai fondamentale di Internet, mi metto a cercare, digitando: Eneolitico, Osservatori Astronomici, Sicilia… RISULTATO: Caltabellotta.

Prima di addentrami nella lettura non posso fare a meno che soffermarmi sulle foto. Tantissime e molte sono interessanti dal mio punto di vista. Mi ritrovo ad esplorare virtualmente: Le Necropoli con tombe a grotticella; Grotte probabili complessi di abitato; diversi edifici rupestri da interpretare come costruzione sacra punica; L’altare sacrificale del dio Kronos ha una doppia scalinata utilizzato in epoca greco-romana. 
Non posso poi che rimanere meravigliata e soddisfatta nel soffermarmi in quello che è il più interessante ed importante osservatorio astronomico antico dell’Italia Meridionale che abbia mai visto; la foto propone questa apertura centrale che viene illuminata dai raggi del sole durante il tramonto. Colori meravigliosi che vanno dall’ocra, al giallo intenso e che sfumano ai lati creando un leggero cerchio nero.

Si ci sono…ecco quello che stavo cercando!!! L’entusiasmo è talmente grande che senza pensarci organizzo subito un viaggio in Sicilia.
Giunta in Sicilia (qualche giorno dopo) mi reco a Caltabellotta in compagnia del mio compagno. Siamo già a quota 500 mt e soffermandoci in un chiosco di un bar ci ritroviamo a parlare con un signore del luogo che mi mette in contatto con un maestro delle elementari ormai in pensione dal nome Vincenzo Carmelo Mulè.

Il nome non mi è affatto nuovo… Si lo avevo già letto più volte durante le mie ricerche su Internet.  Lui insieme ad altri studiosi avevano fatto conoscere gli osservatori astronomici di Caltabellotta. Nomi come Francesco Torre, Roberto Giacalone mi erano abbastanza familiari.
La telefonata se pur veloce è stata costruttiva; due giorni dopo incontro il maestro Vincenzo Mulè (da tutti chiamato semplicemente Enzo) che fa da Cicerone lungo il percorso della storia di Caltabellotta dei suoi Megaliti, santuari e chiese di epoca Normanna. Ecco un elenco indicato anche tra l’altro da Wikipedia:

• Castello di Sibilla di Medania in epoca normanna, riedificazione su preesistente impianto di fortilizio arabo. Appartenuto alla famiglia Peralta in epoca aragonese, alla famiglia De Luna d'Aragona in epoca spagnola.
• Necropoli Sicana
• Grotte di San Cono
• Altare sacrificale del Dio Kronos, così conosciuto dalla popolazione, ma nessuna ricerca a proposito
• Necropoli di Contrada San Marco

Ma aldilà dei siti conosciuti attraverso rari libri di storia e attraverso i Media, Caltabellotta nasconde molti più tesori…L’epoca neolitica è raccontata proprio dai sui grandi megaliti e dalla loro posizione. Ci raccontano di popolazioni che giungono in questo territorio per avere contatto diretto non soltanto con la Madre Terra, ma con ciò che essa offre. L’agricoltura è il principale mezzo attraverso il quale si può produrre nuovo cibo ed occorre avere una conoscenza con l’alternarsi delle stagioni; perciò queste pietre altissime con fori, solchi ed aperture diventano strumenti che permettono di capire anche il movimento degli astri. 

Nell’ultimo decennio c’è stato un forte interesse nei confronti dell’Archeo astronomia da parte di storici, archeologi, astronomi rivalutando anche il periodo storico del Neolitico; un periodo che invece ha avuto una grande rilevanza dal punto di vista sociale, antropologico ed archeologico. Le popolazioni neolitiche sapevano bene come sfruttare le risorse della natura e lo facevano trasformandole in macchine astronomiche.

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