Siamo in Umbria, in un altro gioiello piccolo e accogliente che è quello di Spello.
Un borgo che ha tanto da offrire e che rientra tra i più belli in Italia.
E’ stato assegnato infatti la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano, perché meritevolmente è una raccolta di perle preziose che nascono da un contesto storico di fama importante.
Qui infatti nel 339 d.C. nacque Rescritto di Spello, da parte di Costantino I che, liberalizzando la religione Cristiana, emise un editto nella quale antichi popoli, in memoria del loro credo pagano, potevano continuare a manifestare e portare avanti gli eventi religiosi di appartenenza.
Tra questi il culto dedicato al dio Voltumnae di origine etrusca (probabilmente).
Il piccolo borgo accoglie ogni anno tanti turisti che senza saperlo, girovagando per i vicoli e le strette stradine “Sali e Scendi” girano intorno ad un luogo di interesse storico e archeologico di valore inestimabile.
Stiamo parlando di un sito molto interessante che ancora oggi, preservato e tutelato da un’ ampia struttura post moderna, conserva gelosamente e timidamente una serie di mosaici.
Non a caso il luogo di cui vogliamo parlarvi si chiama: Villa dei Mosaici, ed è a mio parere tra i più belli e ben conservati.
Sicuramente la conservazione e legata al fatto che il complesso è stato strutturato in modo da poter preservare e far ammirare al tempo stesso.
Delicatamente entriamo in questa meraviglia archeologica per poter conoscere anche la storia più antica, quella che precede l’antica Hispellum nata in piena età imperiale e divenuta successivamente un borgo medievale ospitante diverse fasce di commercianti.
Spello è situato a circa 900 mt s.l.m. e sul Monte Subasio; il luogo rispecchia in pieno le caratteristiche strutturali e architettoniche del Medioevo, ma qua e la è possibile notare come s’intersecano perfettamente, integrandosi con il resto che prevale, alcune strutture più antiche, come il muro di età romana e alcuni portici che confermano l’imponenza dell’età imperiale voluta fortemente dall’imperatore Augusto.
Ci sono ben 6 porte che fanno parte della cinta muraria romana, lunga ben 2 km. Tra queste la più famosa e ancora integra è la Porta Venere, chiamata così nel Medioevo, perché durante gli scavi e i vari interventi per asportare materiale marmoreo da riutilizzare, fu trovato un tempio dedicato proprio alla dea Venere.
La porta è affiancata da due Torri con base a dodici lati e sono conosciute come le Torri di Properzio. Qui la leggenda vuole che nacque il famoso autore e poeta latino.
Ma avventuriamoci verso il museo, protagonista del nostro articolo e conosciamo soprattutto un lato poco noto della storia antica di Spello.
Unico nel suo genere, il Museo della Villa dei Mosaici manifesta due aspetti importanti richiesti oggi dalla Musealizzazione; il sito archeologico è ben mantenuto conservando affreschi e mosaici in maniera eccellente.
Al tempo stesso però dimostra di essere una struttura moderna e multimediale che, attraverso la Realtà Virtuale della villa, permette al visitatore di esplorare tutti gli ambienti in 3D e di interagire all’interno della sala.
Sembra banale ma oggi, proprio questo fenomeno permette di avere un impatto molto diverso e più diretto con un museo, permettendo al visitatore di avere una certa dinamicità.
La scoperta del complesso avvenne nel 2005, appena fuori le mura del borgo (loc. Sant’Anna)… Di qui la necessità di aprire una campagna di scavo che permetteva di tirar fuori ben 20 ambienti, tutti decorati da bellissimi affreschi e pareti arricchite da decorazioni sfarzo. Per non parlare poi dei mosaici che diverranno da lì il fiore all’occhiello della villa e che daranno ovviamente il nome.
La scoperta del complesso monumentale romano di epoca tardo romano, divenne la scoperta archeologica più importante di quel periodo permettendo di far collaborare Ministero dei Beni Culturali, Regione Umbria e Soprintendenza ARCHEOLOGICA e ovviamente il comune di Spello. Subito dopo l’intervento di scavi, seguitò un intervento di restauro per recuperare mosaici, affreschi e altre decorazioni.
Mentre gli archeologi hanno recuperato ben 20 ampi ambienti della villa, i restauratori hanno analizzato la manodopera dei manufatti pittorici e mosaici ipotizzando che i vari lavori erano stati commissionati e realizzati da una Bottega di alta qualità proveniente da Roma. Il committente era sicuramente appartenente ad un alto ceto sociale e per questo poteva fare richieste specifiche.
Dopo gli scavi ed il restauro, il complesso della Villa dei Mosaici rispecchia non solo un ambiente culturale complesso ma anche un attento intervento di Musealizzazione che ha permesso di avere un percorso attento alla storia del grande ambiente antico.
Sicuramente non possiamo non notare la struttura moderna che avvolge la villa, risultato di un attento progetto che vuole mettere in risalto unicamente il complesso antico.
Lo notiamo subito, non appena giriamo l’angolo provenendo dal centro storico di Spello. Ci troviamo in Via Paolina Schicchi Fagotti e da qui ci troviamo davanti una architettura che vuole mettere insieme tre elementi importanti quali: architettura contemporanea, natura, archeologia.
Lo scopo dell’architetto progettista Alfio Barabani è stato quello di creare una perfetta armonia con il contesto circostante, inserendo inoltre percorsi per la visita direttamente alle stanze.
I colori usati sono quelli del paesaggio e del contesto medievale del borgo, così da non creare un terribile distacco.
Il progettista infatti ha commentato così: "In un certo qual modo il piano medievale della campagna viene riproposto sopra la Villa come vi è stato per tanti secoli, ma la bellezza dei mosaici lo solleva in alcune sue parti, sempre con armonie di forme o di segni caratteristici del paesaggio umbro."
Tornando alla villa, non sappiamo con esattezza a chi appartenesse; infatti mancano iscrizioni, dediche e comunque elementi archeologici che diano un’identità al proprietario della villa. Possiamo con certezza dire che egli apparteneva ad un ceto molto alto e, visti i motivi frequentemente presenti sui mosaici (soprattutto sul mosaico al centro della stanza principale in cui c’è una scena legata alla mescita del vino) si è pensato fosse un rinomato viticoltore.
I 20 ambienti riportati alla luce sono pertinenti al settore centrale della Villa, per una superficie totale di circa 500 mq e sono divise in due periodi.
Gli studi e gli scavi hanno individuato due fasi costruttive risalenti alla prima età augustea (27 a.C- 14 d.C) grazie al ritrovamento di resti di pavimentazione in cementizio, e la successiva in fine età imperiale intorno II-III sec. d.C. Quest’ultimo è sicuramente legato all’evento storico del famoso Rescritto di Spello, dove l’imperatore Costantino I da la concessione di recuperare antichi riti e festeggiamenti pagani.
Insomma la villa di grandi dimensioni ha avuto una lunga storia.
Dei 20 ambienti, 10 conservano degli splendidi mosaici caratterizzati da veri tappeti policromi con resti di intonaco sulle pareti di vario colore, a riquadri o partizioni geometriche. Gli ambienti privi di pavimento e intonaci erano, con ogni probabilità, le stanze di servizio.
Le principali stanze:
Stanza degli uccelli
Stanza delle anfore
Il triclinio
Stanza del sole radiante
Stanza del mosaico geometrico
Il peristilio
Stanza degli scudi
Ambiente riscaldato
Ciascuna di esse è decorata da splendidi mosaici con raffigurazioni uniche in tutta l’Umbria.
Si possono ammirare decorazioni rappresentanti figure di animali selvatici e fantastici, scene di mescita del vino, personaggi maschili con attributi vegetali e poi altri rappresentanti le quattro stagioni. Non mancano figure geometriche con colori policromi che rendono questi tappeti splendidi tesori in pietra.
Come già scritto, i temi scelti raccontano probabilmente il mestiere redditizio del proprietario della villa, rendendolo un personaggio importante e ricco.
Ecco i mosaici che troviamo nelle varie stanze:
Stanza degli uccelli – Figure geometriche come l’ottagono (ben 6 ottagoni) che racchiudono degli uccelli quali le pernici. Probabilmente un richiamo alla caccia e alla buona tavola.
Stanza delle anfore- una probabile camera da pranzo privata il cui pavimento è decorato da quattro anfore disposte a croce da cui escono elementi vegetali legati al vino. Un pavimento simile è stato ritrovato anche a Roma, in particolare a Tor Marancia. Questo fa dedurre che il produttore potesse provenire da Roma e lavorare anche a Hispellum, sotto richiesta del committente.
Il triclinio – E’ la stanza e l’ambiente più grande, oltre ad essere la più importante. Anche qui il tema è principalmente quello del vino, dove al centro del pavimento si manifesta una scena della mescita del vino. Un servitore sorregge sulle spalle un’anfora dalla quale versa il vino in una coppa. Al centro vi è uno splendido cratere poggiato a terra dove veniva preservato il vino da distribuire.
Ci sono anche una serie di altri personaggi legati comunque alla terra e al lavoro agricolo, che tengono spighe di grano e falci, a dimostrare il mondo dell’agricoltura.
Stanza del sole radiante –
Deve il nome all’ottagono centrale con un sole radiante che irraggia una vegetazione palustre, costituita da canne con infiorescenze. Alcuni uccelli sono disposti tra la vegetazione: si riconoscono un'upupa e un'anatra. Il sole, l’ambiente palustre e l’abbondanza di uccelli richiamano la fertilità del territorio.
Stanza del mosaico geometrico- Da diversi studi, si deduce che fosse la camera da letto.
La stanza ha una pavimentazione a mosaico con motivo detto a ‘croce di quattro squadre’, una decorazione semplice ed elegante, giocata sul contrasto cromatico, che dà vita ad altre geometrie.
L’importanza di questo ambiente è legato alla presenza dei resti murari intorno ad una parte del perimetro. Sono presenti infatti campiture in rosso, giallo e blu; sono i colori tipici usati nella pittura muraria in epoca imperiale che ci riporta anche ai ricordi pittorici pompeiani.
Ci sono anche alcuni motivi floreali legati al mondo mitologico marino.
Stanza degli scudi Questa stanza presenta un motivo geometrico a “pelte” continue, ossia lo scudo greco a forma di luna crescente. All’interno, entro due cornici lineari rosso-nere, sono disposti in fila rombi a lati curvilinei
Ambiente riscaldato- è sicuramente l’ambiente più antico che corrisponde al I sec a.C, in piena epoca augustea.
La presenza delle intercapedini tra le fondamenta ed il pavimento, con presenza di mattoni disposti a piccole torri, hanno dato l’idea che fosse un ambiente riscaldato e quindi legato anche a funzioni termali
Il peristilio – È il cosiddetto portico che cingeva il giardino o cortile interno al centro della Villa. Presenta una pavimentazione geometrica a tessere monocrome. Non sono state trovate tracce evidenti del colonnato, ma si può ipotizzare che ci fosse, come era prassi per questo ambiente. Il peristilio non era soltanto un’elegante comodità, ma rimandava al prestigio della cultura greca.
Oggi possiamo ammirare i pavimenti e le opere murarie grazie al minuzioso intervento da parte di restauratori, che con grande pazienza si sono imbattuti in un lungo lavoro di restauro.
Ovviamente stiamo parlando di un tempo necessario a recuperare sia i mosaici che gli intonaci e questo ha richiesto sicuramente competenza e bravura da parte dei tecnici che con passione e amore hanno ridato lo splendore del complesso architettonico.
A confermare la tecnica e la preziosità del lavoro è stato proprio uno dei restauratori, Pier Angelo Fiacchi che è intervenuto dicendo:
La tecnica esecutiva del mosaico del Sole Radiante è di alto livello come per gli altri mosaici precedentemente scoperti, che non fanno altro che confermare il livello di questa casa romana fuori dalle mura di ''Spello."
E’ possibile tra l’altro rivivere la villa nel suo contesto storico, attraverso la Multimedialità, presente anche all’interno del sito web della Villa. (in aggiornamento).
Con questo articolo vogliamo far scoprire un altro piccolo mondo legato ai Musei e che meritano tanta attenzione perché fanno parte integrante della nostra storia. Grazie la Multimedialità si ha occasione di vivere il museo ma anche quel mondo antico che sembra non appartenerci più, semplicemente perché risale a tempi molto lontani.
Proprio per questo vi vogliamo consigliare di andare a visitare il borgo di Spello e con esso anche la Villa dei Mosaici.
Qui potete prenotare entrambi, con ingresso alla Villa e visita guidata del borgo.
Spello, mosaici romani e capolavori rinascimentali – Tour privato
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