Eccoci ve lo avevamo promesso tempo fa…e quindi ci ritroviamo a scoprire la Campania ed in particolare a passeggiare nelle viuzze della splendida Repubblica Marinara di Amalfi per approfondire un Museo che avevamo già presentato, il Museo della della Bussola e del Ducato Marinaro.
Come già accennato questa estate, inaspettatamente nascosto dal via vai dei turisti e della gente presa a far lo shopping e comprare limoncello, ceramiche, e vestiti dai colori accesi tutti estivi, vi un’entrata a dir poco spettacolare; essa ha tutte le sembianze di un accesso ad un’antica fortezza, dove un lungo corridoio ci conduce ad ampie sale ricche di avvolgente atmosfera storica.
Siamo in Largo Cesareo Console, 3 Amalfi dove è collocato il Museo della Bussola e del Ducato Marinaro e dove al suo interno sono conservate tutte le opere ed i reperti legati al mondo della Marina, dal II sec a.C. fino all’ epoca delle Repubbliche Marinare. Il Museo, inaugurato nel luglio del 2022, è caratterizzato da ampio percorso che permette al visitatore di imbattersi nella storia della Città di Amalfi, conoscendo così, la città, gli aspetti principali di essa, e soprattutto la cultura della Navigazione di cui ha sempre vantato Amalfi.
Il museo è ospitato all’interno dell’Arsenale della Repubblica Marinara e vanta del suo fiore all’occhiello; stiamo parlando di un antico Galeone Ligneo ribattezzato “Vittoria” (probabilmente in onore dell’impresa e vittoria durante le varie regate). Infatti questo pezzo rappresenta Amalfi nella sua vittoria durante le prime Regate delle Antiche Repubbliche Marinare.
Appena si accede al grande spazio, il visitatore viene subito giustamente accolto da una riproduzione tridimensionale del plastico della Forma Urbis del XIII secolo d.C.
Il Museo
La struttura si concentra in particolare sul periodo dell’Antica Repubblica Marinara che va dal 839 al 1139, periodo in cui Amalfi impartiva relazioni ed intermediazioni tra il mondo occidentale cristiano, il Mediterraneo e il mondo orientale Bizantino che vede relazionarsi in modo profondo con il mondo Islamico, attraverso le vie del commercio. In realtà il commercio diventa uno sfogo sociale e mezzo in cui anche norme giuridiche e tecniche di Navigazione, diventano principali oggetti di baratto e di confronto.
Per non parlare poi delle scoperte scientifiche e culti religiosi, che prenderanno piede sempre più incessantemente nel mondo medievale, e non solo.
Per questo il Museo è un luogo dove poter ammirare e studiare tutti gli strumenti e accessori che hanno reso grande la città di Amalfi¸ dove sono inoltre esposti anche oggetti e attrezzi per la navigazione.
Il museo fino al 2010 era ospitato nel Palazzo municipale dopo si è trasferito presso l’Arsenale; lo spostamento è avvenuto per necessità di spazio, in quanto subito terminato l’intervento di restauro della struttura in concomitanza con quello del galeone sopra citato, si è pensato subito di unire ed esporre le due novità.
Il risultato è l’attuale museo. Parte delle collezioni sono ancora ospitate all’interno del Salone Morelli nel palazzo municipale.
E’ veramente interessante comprendere la metamorfosi in primis della attuale struttura la quale per secoli è stato un cantiere navale all’interno del quale sono state costruite e realizzati grandi navi; rappresentava un raro esempio di architettura medievale civili e che resiste ai giorni nostri.
Il sistema di archi acuti fanno pensare ad un richiamo della architettura amalfitana manifestata dai resti dell’Ospedale amalfitano di Gerusalemme. (1063)
Originariamente la struttura era molto più grande, (si parla di circa 40 mt di lunghezza), ed erano divise in tre corsie poggianti su 22 pilastri. Probabilmente l’arsenale arrivava fino la costa e questo per permettere alle imbarcazioni appena realizzate, di raggiungere il mare il prima possibile e facilmente.
Ma le molteplici e violente tempeste hanno contribuito alla corrosione e alla distruzione di buona parte dell’edificio, contribuendo alla riduzione della sua lunghezza. Durante ll percorso è possibile ancora ammirare diverse immagini d’epoca che mostrano come l’arsenale arrivasse fino al porto, tagliando praticamente la spiaggia.
E inoltre possibile notare come la struttura è interamente realizzato in pietra bloccata da malta composta da sabbia, pomici e calce. Ovviamente stiamo parlando di materiale locale, prelevato dalle colline circostanti, molte delle quali sono originarie da colate vulcaniche.
A cosa serviva l’arsenale?
Cantiere Navale- Museo
L’ampia struttura era un cantiere (come più volte ricordato) dove al suo interno venivano costruite navi da guerra e sempre qui, venivano anche riparate.
La divisione in corsie aveva anche un suo perché; Infatti le prime due corsie (probabile le due laterali) venivano usate per costruire gli scafi delle imbarcazioni e le galee (tipiche imbarcazioni leggere del Mediterraneo che andava a remi e a vela).
La terza corsia era un grande magazzino o deposito dove venivano conservati attrezzi e dove si preparava la “pece” con il quale rendere impermeabile le imbarcazioni.
Ogni corsia poteva contenere due imbarcazioni che venivano costruite, ricoperte di pece e poi una volta terminate, fatte scorrere lungo il pavimento leggermente pendente. Così raggiungevano il porto.
Quando ormai la repubblica Marinara di Amalfi era decaduta, perdendo ogni suo potere, l’arsenale cambiò la sua funzione divenendo addirittura un convento prima, e un garage dopo.
Nei primi del 900 l’ampio spazio fu riempito di terreno per diventare una rimessa per gli autobus della linea Sita. Finalmente però durante la seconda guerra Mondiale, ci fu una attenzione diversa e l’edificio cominciò ad avere primi interventi di restauro che giunsero a compimento soltanto negli anni più recenti.
Questo nuovo ambiente di interesse storico, sociologico fu il nuovo spazio per contenere i tanti reperti, oggetti e mappe conservate all’interno del palazzo del Municipio.
La ricca collezione fu così trasferita all’interno del nuovo Arsenale, che divenne un Museo a tutti gli effetti. Museo della Bussola e del Ducato Marinaro.
Aperto e rinnovato nel 2010, successivamente il 20 luglio di quest’anno è stato inaugurato il rinnovo dell’ambiente e le nuove collezioni, rendendo la struttura più culturalmente preziosa.
Collezioni
Una vasta e attenta collezione che merita di essere vista ed ammirata. Per questo mi sento di consigliare di andare a far visita a questo particolare museo e di soffermarsi su alcuni pezzi.
Cosa possiamo trovare?
Sicuramente non mancano reperti d’epoca romana e medievale come monete antiche, anfore e ceramica medievale; è possibile anche ammirare diversi strumenti nautici e alcuni costumi d’epoca che ripropongono l’ingegneria e la moda dell’epoca.
Non mancano mappe che confermano la capacità e la cultura della navigazione e dell’esplorazione. Molti manoscritti debellano, per fortuna, l’immagine buia e negativa dell’epoca medievale, contribuendo a rivedere alcuni aspetti. Qui mi sento di ricordare per l’appunto, l’intervento del prof. Giuseppe Gargano, storico medievista il quale, proprio durante la conferenza per la presentazione del progetto del Museo, ha evidenziato come ci debba essere una nuova rilettura storica del Medioevo: "Non un'epoca buia, ma di grande luce".
Tra i reperti più preziosi spicca la “Tabula de Amalpha”, codice del diritto della navigazione nel Mediterraneo, diffusamente in vigore fino al sec. XVI. Si tratta di un codice marittimo il cui originale risale alle origini della Repubblica marinara di Amalfi, che contiene le norme (scritte per lo più in latino) riguardanti tutti gli aspetti della navigazione, compresi obblighi e diritti del marinaio.
Notevoli anche gli esemplari di Tarì, moneta battuta dalla zecca di Amalfi e accettata in tutti i principali porti del Mediterraneo.
Amalfi città-Stato e questo va ricordato attraverso le opere quali le “Pandette di Giustiniano”, trafugate dai Pisani nel saccheggio di Amalfi del 1135 e presentate nella riproduzione anastatica del 1910, le “Consuetudines Civitatis Amalphiae” del 1274 in artistica riproduzione.
La raccolta museale propone testimonianze sull’evoluzione degli strumenti di orientamento nautico tra cui la bussola, che rivoluzionò le tecniche di navigazione aprendo la via dell’oceano verso il ‘nuovo mondo’. “Inventata” secondo la tradizione dall’amalfitano Flavio Gioia, in realtà fu importata dalla Cina dai marinai amalfitani, che per primi la utilizzarono in Occidente, perfezionandola e applicando alcune delle migliorie che l’hanno modernizzata.
Il museo conserva i vestiti storici realizzati e indossati dalla comunità amalfitana durante il corteo del Capodanno bizantino, evento storico principale dell’estate cittadina.
Completano la raccolta museale alcune opere pittoriche di artisti locali, i bozzetti originali del frontone della Cattedrale di S. Andrea e degli apostoli ivi raffigurati, realizzati dall’artista Domenico Morelli, oltre ad altri oggetti relativi alla storia della città (gonfaloni, cimeli storici, oggetti sacri).
Buona parte della collezione è di proprietà del Comune di Amalfi o del Centro di Cultura e Storia Amalfitana. Molte opere provengono da donazioni o raccolte private.
Se vi capita di andare ad Amalfi e vivere intensamente le vie piene di colori mediterranei, i limoni appesi lungo le botteghe, il profumo del mare e del pesce appena pescato, beh non dimenticate di passare a far visita all’antico Arsenale, oggi diventato Museo; non ve ne pentirete e soprattutto sarete coinvolti dalla stupefacente struttura medievale che ancora oggi conserva le sue caratteristiche strutturali e architettoniche.
L’ingresso è gratuito ma troverete addetti del Centro di Cultura e Storia Amalfitana pronti a darvi tutte le spiegazioni ed informazioni di cui avete bisogno.
Se siete interessati inoltre a visitare altre realtà storiche culturali di Amalfi, potete cliccare in basso e vedere date ed ingressi.
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