Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese

Oggi dedichiamo questo spazio al Museo della Preistoria di Valentano., altra cittadina del viterbese. Nel cuore della TUSCIA, il museo fu inaugurato nel 1996 ed inserito nel SIMULABO nel 2002, è ospitato nella Rocca Farnese (parte alta di Valentano) e recentemente restaurata.

Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese

Oggi dedichiamo questo spazio al Museo della Preistoria di Valentano., altra cittadina del viterbese. Nel cuore della TUSCIA, il museo fu inaugurato nel 1996 ed inserito nel SIMULABO nel 2002, è ospitato nella Rocca Farnese (parte alta di Valentano) e recentemente restaurata.

Il museo attualmente presenta due sezioni: la sezione PREISTORICA e la sezione MEDIEVALE, RINASCIMENTALE E MODERNA.
Stemma della città di Valentano

Anche in questo caso, la struttura permette di comprendere ed avere un attenta panoramica della storia di questa zona e del vissuto di Valentano e dintorni. La cosa interessante è che nel 2013 è stata aperta anche una nuova ALA, all’interno della quale sono state realizzate aree interessanti come archivi, depositi, biblioteca specializzata e un nuovo laboratorio di restauro. Tutto questo aperto al pubblico ed organizzato in un innovativo “percorso didattico”. Sto parlando ovviamente della SEZIONE PREISTORIA. Il titolo di questo percorso è al quanto buffo ma sicuramente a mio parere INTRIGANTE: “Toccare (e non solo) la Preistoria… beh che ne pensate del nome, geniale.

Questo permette di far visitare il museo con un grande interesse e coinvolgimento anche da parte di chi non ne capisce molto e non è del settore. Il museo come già accennato, è ambientato all’interno del Castello dei FARNESE riedificato nel 1236, poiché poggia su preesistenti costruzioni difensive medievali. Poi i Farnese presero domini dal 1354, durante la presenza dei papi di Avignone e successivamente divennero “signori di Valentano” e dei centri confinanti. Fu nel 1400 che i Farnese assunsero rilievo in questo territorio attraverso unioni matrimoniali (come la storia detta). Il matrimonio tra Angelo Farnese e Lella Orsini lasciano traccia del peso Araldico e dello sfarzo attraverso il bellissimo cortile che è oggi l’ingresso al museo.
Scorcio del cortile della Rocca Farnese

Pertanto non possiamo non ammirare prima di tutto questo cortile contornato da colonnati in pietra lavica locale, ed al centro un pozzo (foto a sinistra) che fu aggiunto nel 1730 quando l’edificio divenne un monastero di suore Domenicane.

Attraversiamo il cortile per prendere le scale e giungere al primo piano dove inizia la SEZIONE PREISTORIA. La sezione è poi suddivisa da altrettante sale dalla 1 alla 6.

All’interno della sala 1 c’è la possibilità di trovare l’ età PALEOLITICO-NEOLITICO-ETA’ DEL RAME- ETA’ DEL BRONZO- ETA’ DEL FERRO.

La grande iniziativa è stata quella di inserire pannelli di diverso colore; ciascun colore corrisponde ad un età storica. Sopratutto per i visitatori più piccini , diventa un modo creativo per rapportarsi alla storia e comprenderla più facilmente, sopratutto nel distinguere le varie fasi.

L’esposizione presenta reperti fossili di ELEPHANS ANTICUUS (periodo Paleolitico inferiore, circa 500.000anni fa), proveniente da Tuscania e Grotte di Santo Stefano.

Alcuni strumenti in selce come choppers e bifacciali ci fanno capire che stiamo parlando di età in cui l’uomo si dedicava alla caccia e divenne pertanto importante l’Industria Litica.

Le punte di selce provengono da Orte ed in particolare dall’area intorno la valle del Tevere, perciò parliamo di oggetti in materiale fluviale.

In alcune vetrine sono esposti anche raschiatoi e pendagli di pietra. Molti di essi provengono dalla zona di Ischia di Castro. Direttamente dal Neolitico possiamo osservare ceramiche, strumenti per filare e tessere (indice di evoluzione del uomo insediato in quest’area).

Come altri musei del Viterbese, a grande scala è esposto un plastico che ripropone il territorio lungo il corso del Fiora presso Poggio Olivastro.

Entriamo nella sala 2 e 3: dedicata all’età del rame. Parliamo di circa 5000 anni fa. Si cambia il genere in quanto i protagonisti dell’esposizione sono oggetti utilitari, corredi funebri complessi e ricostruzioni in scala. E possibile perfino ammirare le ricostruzioni di “tombe rinaldoniane” scoperte durante gli scavi, nel territorio.

Ci sono due tombe in particolare all’interno della quale sono stati riposti gli scheletri (nella stessa posizione in cui sono state trovate).

In altre vetrine vi sono ceramiche e bicchieri appartenenti alla cultura del Rinaldone (probabilmente corredo funebre ritrovato nelle tombe).

SALA DAL 4 AL 6: dedicata all’età del bronzo e del ferro. Anche qui alcune vetrine espongono oggetti come Lance, fibule, spade; ma anche primi gioielli come collane in perle di pasta vitrea e alcuni oggetti legati al culto. Nella sala ottagonale è esposta la collezione Etrusca; circa 150 reperti sono stati esposti e registrati per aree di provenienza: Cerveteri e Vulci.

La visita prosegue con la SEZIONE MEDIEVALE-RINASCIMENTALE E MODERNA.

Anch’essa come nel primo caso dedicato alla Preistoria, si divide sempre in Sale. Sono tre sale.

Le prime due espongono frammenti di stoffa dell-età longobarda, ma in gran prevalenza ceramica ad Invetriata. Sono tutte state recuperate da Pozzi dei Butti. Molta ceramica assume forme Antropomorfe *perchè era la tendenza sopratutto del 1200-1300

Del periodo Rinascimentale sono esposti circa 1600 pezzi preziosi tra, piatti, vasi, pentole, targhe, piattelli, mestoli. Tutti provenienti dalle botteghe del tempo di Bagnoregio. Dell-et’ Moderna appartengono pezzi del 700, molte delle quali sono legate alla Toponomastica Stradale, Tra queste una targa settecentesca, simbolo di Valentano, la cui iscrizione dice:

ILLUSTRISSIMAE COMMUNITATIS VALENTANI

La visita del museo continua con la sala dedicata alle Armi.

Sono tutte armi moderne dell’800-900 italiane, ma molte altre provenienti dalle campagne d Africa (Somalia e Eritrea).

La visita al museo Preistorico della TUSCIA e della ROCCA FARNESE termina con l’ultima tappa: LA SCALA SANTA…

…ma di questo ne vorrei parlare un altra volta perchè credo che meriti uno spazio a se.

Anticipo che sarà una storica dell’arte Giuseppina Colosi ad illustrarci la storia e descriverci gli splendidi affreschi che mostrano la Via Crucis e la Psssione di Cristo….

…non vi rimane che attendere la prossima visita!

In basso troverete un link che potrete aprire: racconta e spiega i ritrovamenti fatti in loco. Questi hanno potuto far capire come era abitata la zona di Valentano nel periodo preistorico.

Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese
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Oggi dedichiamo questo spazio al Museo della Preistoria di Valentano., altra cittadina del viterbese. Nel cuore della TUSCIA, il museo fu inaugurato nel 1996 ed inserito nel SIMULABO nel 2002, è ospitato nella Rocca Farnese (parte alta di Valentano) e recentemente restaurata.

Il museo attualmente presenta due sezioni: la sezione PREISTORICA e la sezione MEDIEVALE, RINASCIMENTALE E MODERNA.
Stemma della città di Valentano

Anche in questo caso, la struttura permette di comprendere ed avere un attenta panoramica della storia di questa zona e del vissuto di Valentano e dintorni. La cosa interessante è che nel 2013 è stata aperta anche una nuova ALA, all’interno della quale sono state realizzate aree interessanti come archivi, depositi, biblioteca specializzata e un nuovo laboratorio di restauro. Tutto questo aperto al pubblico ed organizzato in un innovativo “percorso didattico”. Sto parlando ovviamente della SEZIONE PREISTORIA. Il titolo di questo percorso è al quanto buffo ma sicuramente a mio parere INTRIGANTE: “Toccare (e non solo) la Preistoria… beh che ne pensate del nome, geniale.

Questo permette di far visitare il museo con un grande interesse e coinvolgimento anche da parte di chi non ne capisce molto e non è del settore. Il museo come già accennato, è ambientato all’interno del Castello dei FARNESE riedificato nel 1236, poiché poggia su preesistenti costruzioni difensive medievali. Poi i Farnese presero domini dal 1354, durante la presenza dei papi di Avignone e successivamente divennero “signori di Valentano” e dei centri confinanti. Fu nel 1400 che i Farnese assunsero rilievo in questo territorio attraverso unioni matrimoniali (come la storia detta). Il matrimonio tra Angelo Farnese e Lella Orsini lasciano traccia del peso Araldico e dello sfarzo attraverso il bellissimo cortile che è oggi l’ingresso al museo.
Scorcio del cortile della Rocca Farnese

Pertanto non possiamo non ammirare prima di tutto questo cortile contornato da colonnati in pietra lavica locale, ed al centro un pozzo (foto a sinistra) che fu aggiunto nel 1730 quando l’edificio divenne un monastero di suore Domenicane.

Attraversiamo il cortile per prendere le scale e giungere al primo piano dove inizia la SEZIONE PREISTORIA. La sezione è poi suddivisa da altrettante sale dalla 1 alla 6.

All’interno della sala 1 c’è la possibilità di trovare l’ età PALEOLITICO-NEOLITICO-ETA’ DEL RAME- ETA’ DEL BRONZO- ETA’ DEL FERRO.

La grande iniziativa è stata quella di inserire pannelli di diverso colore; ciascun colore corrisponde ad un età storica. Sopratutto per i visitatori più piccini , diventa un modo creativo per rapportarsi alla storia e comprenderla più facilmente, sopratutto nel distinguere le varie fasi.

L’esposizione presenta reperti fossili di ELEPHANS ANTICUUS (periodo Paleolitico inferiore, circa 500.000anni fa), proveniente da Tuscania e Grotte di Santo Stefano.

Alcuni strumenti in selce come choppers e bifacciali ci fanno capire che stiamo parlando di età in cui l’uomo si dedicava alla caccia e divenne pertanto importante l’Industria Litica.

Le punte di selce provengono da Orte ed in particolare dall’area intorno la valle del Tevere, perciò parliamo di oggetti in materiale fluviale.

In alcune vetrine sono esposti anche raschiatoi e pendagli di pietra. Molti di essi provengono dalla zona di Ischia di Castro. Direttamente dal Neolitico possiamo osservare ceramiche, strumenti per filare e tessere (indice di evoluzione del uomo insediato in quest’area).

Come altri musei del Viterbese, a grande scala è esposto un plastico che ripropone il territorio lungo il corso del Fiora presso Poggio Olivastro.

Entriamo nella sala 2 e 3: dedicata all’età del rame. Parliamo di circa 5000 anni fa. Si cambia il genere in quanto i protagonisti dell’esposizione sono oggetti utilitari, corredi funebri complessi e ricostruzioni in scala. E possibile perfino ammirare le ricostruzioni di “tombe rinaldoniane” scoperte durante gli scavi, nel territorio.

Ci sono due tombe in particolare all’interno della quale sono stati riposti gli scheletri (nella stessa posizione in cui sono state trovate).

In altre vetrine vi sono ceramiche e bicchieri appartenenti alla cultura del Rinaldone (probabilmente corredo funebre ritrovato nelle tombe).

SALA DAL 4 AL 6: dedicata all’età del bronzo e del ferro. Anche qui alcune vetrine espongono oggetti come Lance, fibule, spade; ma anche primi gioielli come collane in perle di pasta vitrea e alcuni oggetti legati al culto. Nella sala ottagonale è esposta la collezione Etrusca; circa 150 reperti sono stati esposti e registrati per aree di provenienza: Cerveteri e Vulci.

La visita prosegue con la SEZIONE MEDIEVALE-RINASCIMENTALE E MODERNA.

Anch’essa come nel primo caso dedicato alla Preistoria, si divide sempre in Sale. Sono tre sale.

Le prime due espongono frammenti di stoffa dell-età longobarda, ma in gran prevalenza ceramica ad Invetriata. Sono tutte state recuperate da Pozzi dei Butti. Molta ceramica assume forme Antropomorfe *perchè era la tendenza sopratutto del 1200-1300

Del periodo Rinascimentale sono esposti circa 1600 pezzi preziosi tra, piatti, vasi, pentole, targhe, piattelli, mestoli. Tutti provenienti dalle botteghe del tempo di Bagnoregio. Dell-et’ Moderna appartengono pezzi del 700, molte delle quali sono legate alla Toponomastica Stradale, Tra queste una targa settecentesca, simbolo di Valentano, la cui iscrizione dice:

ILLUSTRISSIMAE COMMUNITATIS VALENTANI

La visita del museo continua con la sala dedicata alle Armi.

Sono tutte armi moderne dell’800-900 italiane, ma molte altre provenienti dalle campagne d Africa (Somalia e Eritrea).

La visita al museo Preistorico della TUSCIA e della ROCCA FARNESE termina con l’ultima tappa: LA SCALA SANTA…

…ma di questo ne vorrei parlare un altra volta perchè credo che meriti uno spazio a se.

Anticipo che sarà una storica dell’arte Giuseppina Colosi ad illustrarci la storia e descriverci gli splendidi affreschi che mostrano la Via Crucis e la Psssione di Cristo….

…non vi rimane che attendere la prossima visita!

In basso troverete un link che potrete aprire: racconta e spiega i ritrovamenti fatti in loco. Questi hanno potuto far capire come era abitata la zona di Valentano nel periodo preistorico.