Sito eneolitico di Argimusco: megaliti in Sicilia

Il periodo eneolitico, conosciuto anche come periodo del Rame in Italia si sviluppa dal 3500 al 2200 a.C.

Il periodo eneolitico, conosciuto anche come periodo del Rame in Italia si sviluppa dal 3500 al 2200 a.C.

E’ caratterizzato (almeno dal punto di vista archeologico) dalla presenza di Megaliti, le cui origini sono geoligiche ma anche antropomorfe per via degli interventi manuali ben evidenti.

Ho già trattato spesso di età o civiltà Rinaldoniana (sviluppatasi nel Lazio settentrionale e parte nella Toscana) raccontando dei suoi Dolmen ancora misteriosi; si sono sviluppati anche in altre regioni quali la Sardegna. Ma con grande stupore ho scoperto che la Sicilia offre altrettanti grandi ed imponenti pietre e che probabilmente potevano essere altrettanti siti di interesse astronomico. Insomma ciò è indice di presenza di diversi luoghi legati ai riti di tipo spirituale e legati al cielo, distribuiti in tutta l’Italia. Ci troviamo a Montalbano Elicona in provincia di Messina. La localizzazione esatta è a poco nord dell’Etna sull’Altopiano di Argimusco. Si tratta di un complesso di rocce arenarie sparse in quattro punti: tutti con dei valori importanti.

Hanno forme bizzarre e assai curiose, tanto che geologi e archeologi danno una spiegazione molto naturale informando che si tratta di pietre modellate dagli agenti atmosferici come vento e pioggia.

Andrea Orlando (archeoastronomo) si è occupato di studiare gli orientamenti delle pietre, con le loro posizioni. I primi due imponenti megaliti sono disposti sull’altipiano ad un’altezza di circa 1000 mt s.l.m. uno di fronte l’altro e alcuni di essi sono separati da un varco che permette di osservare il “sorgere del sole”; il che fa pensare che il sito possa essere legato al solstizio. Il varco divide i due megaliti principali che vengono chiamati: IL MASCHILE, IL FEMMINILE. Probabilmente sono simbolicamente legati alla fertilità e alla nascita (valori importanti per la cultura dell’eneolitico).

Le grandi pietre parlano di immagini e di sacralità. Appena ci imbattiamo in questo sito, non possiamo non notare un volto in pietra e difronte una splendida “Aquila” che trionfa rispetto tutto il complesso.

Aldilà del significato di REGALITA’, l’Aquila per gli antichi rappresentava anche l’animale che accompagnava le anime dei defunti verso l’aldilà. La forma di questo animale è stata realizzata sicuramente dal vento ma è interessante notare come il becco sia orientato verso un’antica necropoli dell’età del Bronzo. Seguitando il percorso c’è il Santuario o Pluviometro. Quest’ultimo nome è stato dato per via della presenza di alcune incisioni parallele a forma di canali. Secondo gli studiosi le cavità non sono naturali ma ricavate dall’intervento dell’uomo e raccoglievano l’acqua piovana utilizzata poi per riti purificatori o per uso domestico.

Il monolite più interessante è L’Orante. Questo appare come un profilo femminile la cui sagoma mostra un’atteggiamento di preghiera con mani giunte.

La leggenda racconta che questa roccia altro non era che una nobil donna Marta D’Elicona che si tramutò in pietra per fuggire alle lusinghe di un demone dei boschi. Ma leggenda a parte, a mio modesto parere il monolite è di interesse archeologico, poichè sopra il capo è situata una vasca rettangolare ben definita. Quest’ultima è segno plausibile di un intervento di tipo antropomorfo e pertanto di utilizzo umano.

La vasca raccoglieva acqua e quindi veniva usata come “osservatorio lunare”. Sempre dal mio punto di vista, potrebbe essere questa vasca (come anche i canali che accennavo prima) a poter dare una datazione intorno al 3000 a.C. se non antecedente. Essa è comunque intagliata nella roccia in maniera precisa, mentre non è preciso e quindi non chiaro l’uso. Molti sostengono che possa essere una tomba; ciò è quasi improbabile poichè è posizionato in alto ed è un caso isolato. Quasi sicuramente doveva contenere acqua.

Affianco l’Orante vi è un monolite rappresentante un volto, anch’esso molto imponente.. Il volto è perfettamente allineato con l’Orante e determina uno spazio che permette di ammirare il tramonto.

Il terreno oltre presentare questi spettacolari megaliti, è contornato di rocce di forma circolare determinate da erosioni provocate da agenti atmosferici; sono tante sfere distribuite un pò ovunque e che fanno di questo luogo, quasi un paesaggio surreale

Per chi fosse interessato a fare visita all’altipiano di Argimusco può contattare direttamente l’Associazione Culturale con sede a Messina, PFM acronimo di Progetto Futuro Migliore.

E’ una delle poche associazioni siciliane formato e gestito da giovani che ha lo scopo di rivalutare la Sicilia, ma sopratutto questo luogo e zona di interesse storico, geologico e culturale. Per questo organizzano anche visite.