Un museo particolarmente interessante ubicato nella cittadina di Farnese, fa parte del Sistema Museale del Lago di Bolsena
Il museo è intitolato al grande Archeologo Ferrante Rittatore VonWiller, per il suo impegno e studio dedicato alla Maremma.
Informazioni
Via Colle S. Martino 1 -01010 Farnese
Direttore: dott.ssa Caterina Pisu
Farnese è una cittadina posizionata insieme al altre non meno importanti cittadine in una caldera. Oggi risulta uno sprofondo le cui caratteristiche sono la presenza di alcuni minerali usati fin dalla antichità (periodo preistorico).
Sottolineo questo particolare perché proprio intorno Farnese ci sono stati diversi ritrovamenti segno della presenza di insediamenti preistorici, poi esposti in questo museo.
Il Museo “Civico “ F.R.W.” Fu istituito nel 1988, inizialmente all interno del Palazzo Chigi (oggi ospitante il Municipio). Successivamente, con le nuove norme sull’organizzazione Museale , fu trasferito presso il Magazzino della AMMASSO (antica struttura adibita alla conservazione del grano. Così nel 2002 il MURV, così oggi sintetizzato, diviene un ambiente ampio dedicato principalmente all’esposizione di reperti e beni provenienti dalla valle del Fiora. Si parte dal primo popolo preistorico all’epoca etrusco-romana fino al periodo medievale e rinascimentale.
Noterete, man mano che visiteremo anche gli altri musei, che quasi tutti all’interno delle città posizionate nella valle del Fiora ed intorno il lago di Bolsena , hanno queste disposizioni e le esposizioni presentano sempre periodi cronologici: preistoria-etrusco-romani, medioevo e rinascimento. Questo ci aiuta a comprendere anche l’insediamento umano lungo la storia e come la dinamica si sviluppa in queste aree.Ma torniamo al MURV.
Il Museo Civita “Ferrante Rittatore Vonwiller”, inglobato in un unica grande sala, vanta di un ottima (a mio parere) organizzazione espositiva. Questo permette al visitatore di comprendere facilmente ciò che sta visitando (in ogni piccolo o grande oggetto che osserva). Permette lui di concentrarsi e captare in ogni opera esposta, qualsiasi dettaglio. La sala è articolata infatti in tre sezioni, ciascuna della quale (come in ogni museo che si rispetti) è dedicato ad un periodo storico.
Sono esposti molti attrezzi per la prima agricoltura fine età del Bronzo e inizio età pre-etrusca. Molti di questi sono punte in selce che ci permettono di capire il tipo di manodopera
Ritengo importante dire che molti degli oggetti esposti provengono dai diversi scavi sistematici avvenuti (molti sono ancora in corso), lungo le sorgenti della Nova. I primi scavi hanno fatto emergere un abitato del periodo pre-etrusco. Ciò ha permesso di ricostruire un vero villaggio e dare la possibilità di avere una chiara idea di come poteva essere strutturata una abitazione.
La grande sala poi continua con la sezione Etrusco – Romana. Dedicato all’archeologo Mauro Incitti, vanta di un altrettanto interessante esposizione di reperti scoperti intorno l’abitato fortificato di Rofalco, nonchè dalle varie necropoli. I reperti datano IV-III sec. A.C. e ci raccontano l’aspetto socio religioso degli etruschi, prima dell’arrivo dei Romani.
La terza sezione è dedicata al periodo medievale e Rinascimentale . La maggior parte degli oggetti esposti furono ritrovati ed estrapolati dai “Pozzi da Butto” (delle discariche tipiche del viterbese).
Ciò che possiamo ammirare sono i diversi manufatti quali maioliche dipinte, vasi appartenenti o a probabili servizi, tutti con impasto ad Invetriata, con bellissime figure vegetali o umane, tipiche del periodo rinascimentale. Si ammirano anche oggetti preziosi come collana di rosario in corallo ed il netta pipe proveniente dalle Americhe per mezzo dei Francescani che tornavano dalla missione.
L’oggetto probabilmente fu donato ai Farnese come oggetto di ringraziamento per aver finanziato le sante missioni.


