Messico, uno dei territori più affascinanti e ricchi di storia dell’America Latina.
Quanti Tour Operator che propongono viaggi interessanti, alla scoperta della natura e di paesaggi che ci inghiottiscono totalmente, lasciandoci a bocca aperta e immergendoci in bellissime emozioni.
Il Messico si posiziona all’ottavo posto per il turismo internazionale; ogni anno milioni di turisti stranieri vengono in Messico per scoprire e visitare le antiche rovine Maya, le città coloniali e rilassarsi sulle spiagge che delimitano stupendi luoghi per la villeggiatura.
E’ sempre emozionante trovarsi a vivere una terra antica con tanta cultura e tradizioni che sono il manifesto principale di un’egemonia mondiale etnografica e antropologica.
Infatti le destinazioni preferite in Messico sono soprattutto luoghi, siti e paesaggi legati principalmente alle antiche tradizioni e i riti religiosi che stampano l’antropologia di questo vasto territorio.
Non a caso la storia dei MAYA, che ha istruito, ispirato e alimentato tanti viaggiatori e scrittori, e tanti registi è l’anima di questo territorio; ci si imbatte un percorso escursionistico, tagliando la giungla e attraversando tanti ruscelli fino poi ad essere catapultati in un Mondo Antico rappresentato dalle Grandi Piramidi a Gradoni.
Il Messico ha mille volti e sono scopribili attraverso la storia e l’etnografia.
Capitale è Città del Messico, una città divisa tra Modernità e Antichità che ha una storia veramente antica.
Infatti si ha conoscenza dei primi abitanti nella zona, a partire dal 3000 a.C, durante il periodo che chiamiamo Cultura Olmeca.
Successivamente vi abitarono organizzati in villaggi, diverse tribù indigene quali i Cuhacan, Coyoacan, Copilco.
Tutte queste comunità hanno lasciato un segno della loro cultura, tradizioni e presenze ed oggi possiamo conoscere attraverso uno dei Musei più grandi ed importanti della capitale: Museo Nazionale di Antropologia.
Al suo interno è possibile immergersi nel mondo degli Aztechi e toccare con mano quelli che sono stati gli strumenti, i talismani e i riti utilizzati dai popoli dell’antica Tenochtitlan.
Come già accennato, si tratta del museo più importante del Messico sia per la sua grandezza espositiva sia perché è situato nel bosco di Chapultepec all’interno della capitale.
Il museo è molto vasto e si trova sul Paseo del Reforma; considerate che si sviluppa su circa 44.ooo mq coperti e circa 36000 mq di aree esterne tra cortile centrale, piazza d’accesso e viali alberati che ruotano interno l’edificio.
Ci sono ben 20 sale espositive all’interno delle quali sono presenti la maggiore collezione di arte precolombiana, delle culture MAYA, Azteca, Olmeca, Teotihuacana, Tolteca, Zapoteca ed infine Mixteca.
La sala al piano superiore contiene una ricca collezione di reperti dei popoli indigeni del giorno d’oggi, a conferma della vastità del territorio del Messico.
All’entrata, il museo ha un particolare elemento identificativo rappresentato da una fontana con sopra un monolite di origine Teotihuacano, che richiama a Tlaloc, dio dell’acqua.
In realtà il monolite non ha nessuna iscrizione che faccia riferimento a questa divinità, pertanto non abbiamo nessuna certezza sulla reale identità. Ma essendo ormai un Simbolo del Museo, il monolite mantiene tale significato divenendo anche Sponsor Ufficiale.
Alla fine del XVIII secolo, il vicerè Bucareli , rappresentante della Pontificia Università del Messico raccolse diverso materiale tra documenti e alcune sculture antiche, trovando una collocazione statica. Molti dei reperti facevano parte della collezione di Lorenzo Boturini; tra di essi era presente anche il famoso Calendario Azteco (oggi simbolo del Messico e della sua Storia).
Probabilmente nacque proprio da questo primo intervento, una tradizione museale che permise di farsi conoscere all’intera comunità locale.
La storia racconta che nel 1790 fu inaugurato il primo museo di Storia Naturale, il cui direttore e curatore fu il botanico Jose Longinos Martinez.
Lo stesso ebbe la geniale idea di realizzare una raccolta di antichità e di immagini che potessero preservare e mantenere tutti gli elementi storici e monumentali del territorio.
Lo scopo era quello anche di richiamare l’attenzione di illustri scienziati che potessero divulgare la natura, la storia e le ricchezze del Messico. In qualche modo Martinez ci riuscì.
Agli inizi del XIX secolo infatti il Messico richiamò la curiosità di diversi uomini di scienza che vennero a visitare, studiare e ammirare i reperti e monumenti Precolombiani, permettendo così di accelerare i tempi di ascesa della struttura. Attraverso il decreto del presidente della Repubblica Guadalupe Victoria, nel 1825 fu fondato il Museo Nazionale Messicano.
Nel 1865 il Museo fu traslocato nel palazzo di via della Moneta, quello che un tempo ospitava la Zecca (facilemnte deducibile dal nome della via).
I reperti che furono portati all’interno dell’edificio aumentarono di anno in anno, aumentando anche il valore storico, archeologico ed etnografico di un luogo che avrebbe poi ricevuto tantissimi visitatori.
Proprio per questo, nei primi anni del 900, venne assegnato al museo il nome di Museo Nazionale di Archeologia, storia ed Etnografia. Già da allora il museo contava circa 52000 reperti.
Solo nel 1924 il museo fu visitato da ben 250.000 visitatori portando la struttura museale all’Escalation e facendola considerare uno dei musei più interessanti al mondo.
Di questo non c’è dubbio in quanto lo possiamo notare anche dalle numerose immagini.
Fu nel 1940, per volere di un nuovo decreto, che le collezioni del Museo furono spostate al Castello Chapultepec, cambiando radicalmente il nome nell’attuale Museo Nazionale di Antropologia.
La costruzione attuale, quella che oggi ammiriamo con una certo preventivo scetticismo, è il risultato di un progetto realizzato nel 1963 da Pedro Ramirez e Ragael Mijarese Jorge Campuzano.
La nuova costruzione fu inaugurato nel 1964 dal presidente Adolfo Lopez Mateos.
Struttura del Museo Nazionale di Antropologia
Il Museo conserva reperti originali ma anche riproduzioni che fanno riferimento al settore Archeologico ed etnografico.
Il museo, come già detto, si sviluppa su due piani che a loro volta sono divisi in due ale distinte.
Per una buona visita è consigliato partire dal primo piano verso l’ala Sud per poi proseguire al secondo piano, percorrendo il corridoio che unisce l’area sud all’area nord.
La visita del museo può terminare all’esterno, dove si può ammirare il cortile con le diverse statue e il simbolo del Monolite.
Vi accenniamo alcuni reperti e pezzi importanti della ricca collezione:
1 - Statua di Tialoc
Il dio della pioggia e dell'acqua Tialoc, uno dei principali della mitologia azteche, trova qui la sua raffigurazione come pesante fontana monolitica posta agli ingressi del museo. La statua non riporta nessuna idintificazione, ma gli studiosi la collocano nel periodo teotihuacano.
3 - Statua Coatlicue
Dea del fuoco e della fertilità che, secondo il mito, partorì vergine, qui è rappresentata come una statua in pietra con il ventre in evidenza e conservata magnificamente. Venne ritrovata nel 1790 dove ora sorge la piazza principale di Città del Messico e restaurata.
4 - Statua Ocelotl
Vaso in pietra che veniva usato dagli Aztechi per contenere il cuore della vittima sacrificale durante i loro riti propiziatori. Il manufatto qui esposto ha le fattezze di un animale, presumibilmente un giaguaro, ed era chiamato Cuauhxicalli.
5 - Copricapo di Monctezuma
Monctezuma (o Montezuma), è stato un imperatore azteco che regnò dal 1502 al 1520 che, secondo la mitologia, non voleva diventare imperatore e una volta eletto dal suo popolo scomparve. Il copricapo qui esposto è piumato e di un colore verde smeraldo con dettagli in oro. Il suo valore è inestimabile.
6 - Maschera de Pachal
Pachal (o Pakal) è stato il più importante re Maya, al potere dai 12 agli 80 anni nel VII secolo. La maschera esposta è in giada, di colore verde brillante e perfettamente conservata, fa parte degli ornamenti funerari scoperti nella tomba del sito archeologico di Palenque.
7 - Maschera Zapoteca Dio Pipistrello
Gli Zapotechi vissero nella regione di Oaxaca e la loro civiltà risale a circa 2600 anni fa. Nel quattrocento vennero conquistati dagli Aztechi e la loro arte manufatturiera si avvicinò a quella dei loro conquistatori. Questa maschera è dedicata al Dio Pipistrello Camazotz, un dio vampiro molto temuto e venerato. Perfettamente conservata, risulta essere un bell'esempio d'arte "necessaria" alla cultura del tempo.
8 - Testa Olmeca
Risalente a circa il 900 a.C., questa statua, insieme ad altre 17 esposte in altri siti, ritrae la testa di un uomo con guance grosse e fronte piatta. Quasi una caricatura grottesca e raffigura certamente una personalità importante della cultura Olmeca. Ritrovata a San Lorenzo, pesa 20 tonnellate ed è conservata abbastanza bene.
9 - Scultura di Mictlantecuhtli
10 - Pettorale Mixtecho di Yanhuitlán
I Mixtechi sono un popolo indigeno già presente nel periodo precolombiano. Assogettati dagli Aztechi nel XV secolo, una piccola minoranza ha conservato usi e costumi dell'epoca tramandandoli di generazione in generazione. Questo pettorale, esposto al museo, è originario di Yanhuitlán nella regione di Oaxaca, presenta inserti in giada contornata da una struttura leggera in oro e veniva usato durante riti propiziatori.
Funzioni del museo
Fin dal principio la realizzazione di questo importante museo era ed è legato da una serie di obiettivi che vedono protagonista l’unione di diversi popoli attraverso l’arte, la cultura e la storia.
E’ importante e necessario elencare alcuni punti presentati dagli stessi rappresentanti tecnici del Museo, come Edgar Ariel Rosales de la Rosa, Arqlga. Bertina Olmedo Vera, Arturo Gómez Martínez
Solo per fare alcuni nomi. (In realtà dietro questa ricca macchina organizzativa, ci sono tantissimi professionisti).
Ecco i punti:
- diffusione della cultura precolombiana e dei popoli indigeni attuali tra la popolazione nazionale e internazionale, attraverso l'esposizione dei pezzi e dei reperti archeologici ed etnografici;
- diffusione in forma accessibile di tutto ciò che è relativo all'antropologia in Messico, attraverso esibizioni conferenze e visite guidate;
- conservazione, catalogazione e restauro delle collezioni archeologiche ed etnografiche che si trovano nel paese;
- arricchimento culturale del Messico attraverso la ricerca la pubblicazione e la diffusione di differenti studi.
Se vi capiterà di fare o avete in programma un viaggio in Messico, non mancate di fare una visita a questo bellissimo museo, aiuterà ad integrare le vostre conoscenze sul territorio ed arricchire le informazioni, oltre che il vostro viaggio.
In tal caso potete prenotare con noi un viaggio, considerando alcuni Tour Operator, nostri PARTNERSHIP e valutare voi stessi, secondo le vostre esigenze e gusti.
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