A tavola con gli etruschi: un libro che farà venire appetito

L'appetito vien leggendo...viene da dire!!!

In un contesto molto importante e potente come quello del più famoso colle del mondo, il Campidoglio, all’interno della Sala del Carroccio nello splendido palazzo Senatorio,

ironicamente chiamato dal grande etruscologo Stephan Steingraber la “sede del potere” è stato presentato uno dei libri più appetitosi e saporiti di quest’anno, dal semplice ma non banale titolo: A Tavola con gli Etruschi.

Giorgio Franchetti divulgatore storico, saggista e attento studioso della cucina del passato è l’autore di questo libro che insieme al prezioso aiuto ed analisi dell’archeo cuoca Cristina Conte ha esposto la realtà culinaria dei nostri avi toscani. Ad accogliere il pubblico presente c’è stato il Consigliere dell’Assemblea Capitolina Antonio Stampete, e il moderatore in rappresentanza della casa editrice Edizioni Efesto Alfredo Catalfo.

Il libro di Giorgio Franchetti è stato elaborato e prodotto  con dedizione ed ha richiesto ben 3 anni tra ricerche, studio dei materiali, di analisi di antichi testi; inoltre si è dovuto rapportare con i più illustri direttori dei vari musei dell’Etruria, dal museo di Civitavecchia a quello di Pitigliano, dalle analisi dei vari affreschi come quello più famoso della tomba Golini di Orvieto, dove è stato possibile valutare il tipo di alimentazione che seguivano gli etruschi (cacciagione, carni pollame, cereali ecc) alle immagini famose delle tombe della necropoli di Monterozzi a Tarquinia, dove vengono proposte più volte scene di banchetti accompagnati da musica e danze.

L’autore ha avuto il grande onore di aver avuto al suo fianco il prof. Stephan Steingraber e come relatore di tesi di laurea  (in tempi universitari) e come colui che ha introdotto l’evento. Il prof Steingraber ha sottolineato come il cibo era un aspetto importante per il popolo etrusco, non soltanto dal punto di vista alimentare e di sostentamento, ma anche sociale e religioso.
 

In questo l’autore del libro ci ha ricordato il rito della Libagione che avveniva in modo quasi ripetitivo e che vedeva cibi liquidi quali vino, latte e miele fatti scorrere lungo le aree sacre e/o altari. Un cibo che proveniva dal lavoro anche dei campi e perciò reso Sacro. Ha nuovamente ricordato come le tombe non fossero solo dormitori per i defunti, ma anche sale dove banchettare in onore dei propri cari come un memoriale.

L’archeologia ci ha rivelato anche i costumi culinari degli etruschi attraverso ritrovamenti dei resti di cibi dalle uova, alle bacche, alle ossa di alimenti animali; sono state inoltre rilevate su alcune ceramiche e vasi vari, grazie l’uso di strumenti e analisi FT-IR e dalle analisi GC-MS, tracce di liquidi e cibi vari. 

Tutto questo ha permesso di recuperare notizie sull’alimentazione del popolo Tirrenico (come usava chiamare l’imperatore Claudio) e in qualche modo, grazie alla nuova disciplina dell’archeocucina, recuperare qualche sfiziosa ricetta.
Il libro “A tavola con gli Etruschi”, ha tutto questo…

Si partirà dall’analisi attenta dell’agricoltura e dell’allevamento, ai terreni coltivati, alle varie tavole come venivano imbandite fino a trovare molte ricette elaborate considerando anche alcuni ingredienti più attuali ma ben integrati con le ricette del tempo. In questo l’intervento dell’archeo cuoca Cristina Conte è stata bravissima nel riprodurre alcuni piatti considerando sempre le abitudini di oggi e quindi i sapori a cui siamo abituati e soprattutto l’organismo e la capacità di scindere alcuni principi nutritivi, rispetto i tempi degli etruschi. 

Non sarò obiettiva, anzi sono molto di parte, ma credo che questo libro stia già facendo venire l’acquolina in bocca e che molti di voi incuriositi ed affamati stiate già pensando ad acquistare il libro. 

 

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