Le due nuove Stazioni Museo della Metro C: Colosseo – Fori Imperiali e Porta Metronia, passato che incontra il futuro.

Il giorno 16 dicembre 2025 sono state inaugurate, alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, le due nuove stazioni museo della Metro C: quella di Colosseo – Fori Imperiali e quella di Porta Metronia. 

E’ di fatto entrato in funzione il nuovo tratto della metropolitana che da San Giovanni giunge fino sotto Via dei Fori Imperiali.

Le due nuove stazioni, che sorgono nel centro storico di Roma e il cui tracciato si snoda per 4 chilometri, sono state realizzate  utilizzando la tecnica del “top down archeologico”. Tale intervento si è reso necessario per la singolare natura archeologica e geologica del terreno in cui si è dovuto scavare: durante l’avanzare dei lavori, messi in atto dall’alto verso il basso, sono stati costruiti dei solai intermedi per assicurare stabilità all’intera struttura e per garantire l’approfondimento delle indagini archeologiche. 

La Stazione di Porta Metronia è stata realizzata in Piazzale Ipponio; si sviluppa entro 5 livelli interrati e raggiunge una profondità di 30 metri. Le indagini archeologiche messe in atto durante la creazione della stazione hanno permesso di scandagliare 50.000 mc. di stratigrafia archeologica. Durante gli scavi si è ottenuto un eccezionale rinvenimento: una Caserma romana databile al II secolo d.C. composta da oltre 30 ambienti ed arricchita da affreschi sulle pareti a da pavimenti a mosaico.

La caserma risale all’età dell’imperatore Adriano; successivamente venne abbandonata, rasata al suolo e in parte interrata per permettere la costruzione delle Mura Aureliane avvenuta  tra il 271 e il 275 d.C. Nella metà posta ad occidente del corpo stazione è venuto alla luce un ampio complesso abitativo di carattere militare, suddiviso in due livelli:  uno chiamato “caserma” e l’altro “domus del Comandante”. All’interno della metà ad oriente era collocato un grande giardino, creato su terrazze degradanti verso il fosso dell’Aqua Crabra. La disposizione degli insediamenti presenti in quest’area era fortemente influenzata dall’attraversamento  di un corso d’acqua denominato in epoca romana, appunto,  Aqua Crabra.
Queste importanti scoperte saranno naturalmente valorizzate grazie ad un’opera di musealizzazione che è stata affidata allo studio di architettura ABDR. L’assetto finale intende integrare gli spazi della stazione metropolitana con la nuova area museale; dal piazzale Ipponio si potrà dunque arrivare alla piazza Ipogea che, a sua volta,  permetterà di accedere, da un lato al museo e dall’altro alla metro.


I visitatori, attraverso una passerella,  potranno ammirare dall’alto l’intero sito archeologico, con una visione ravvicinata ed aerea; secondo quanto deciso dalla Soprintendenza la caserma verrà ricostruita nella posizione e al livello originari. La stazione Colosseo Fori Imperiali si sviluppa su 4 livelli intermedi,  con una larghezza di 50 metri e una profondità di 32 metri;  è collocata su Via dei Fori Imperiali tra il Colosseo e la Basilica di Massenzio. Le indagini archeologiche che hanno interessato la stazione metro si sono svolte a partire dal 2014. Inizialmente sono stati realizzati interventi lungo il limite a settentrione della stazione, lungo il Clivo di Acilio e nei giardini di Villa Rivaldi; durante questi lavori sono emersi i resti di un complesso di strutture riferibili ad un periodo compreso tra la prima età imperiale e la tarda antichità.


Gli scavi effettuati per la realizzazione del cunicolo di collegamento tra la stazione Colosseo della linea B e la stazione Fori Imperiali della linea C hanno riportato alla luce i resti di edifici databili tra la tarda età repubblicana e la prima età imperiale.  Il rinvenimento più importante è costituito da un’ampia struttura circolare (14 metri),  forse,  una fontana circondata da ambienti che fungono da collegamento con una vasca in marmo.


 L’intero complesso è riferibile ad epoca flavia; sono stati, inoltre, indagati 28 pozzi che hanno restituito una ingente quantità di materiali realizzati in un arco cronologico molto ampio, compreso tra V e I secolo a.C. I materiali possono essere messi in relazione ad attività rituali connesse alla sacralità delle acque.

Ecco quindi una carrellata di scatti che vi permetteranno di anticipare la visita al Museo stazione.

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