L’isola delle meraviglie: conosciamo l’Isola Bisentina. Lago di Bolsena.

Visita con Turismo Culturale Italiano domenica 9 luglio 2023.

Reduci dal week end del 17-18 giugno dove si è svolta proprio nell’isola, la manifestazione dell’Infiorata, siamo in attesa della giornata di domenica 9 luglio che vede protagonista la sottoscritta ed il noto Tour Operator Turismo Culturale Italiano di Roma.

Finalmente una intera giornata dedicata al lago di Bolsena visitando e scoprendo il cuore e l’anima del lago, l’Isola Bisentina che prende nome proprio dal noto Monte Bisenzio, dove anticamente si insediarono popolazioni etrusche e romane.
La visita prevede navigazione sul battello per poi raggiungere l’isola dove il gruppo sarà atteso da una guida che ci illustrerà l’isola, la sua storia e molto altro…

Non vogliamo lasciarvi però in sospeso e quindi riteniamo sia giusto parlare o comunque dare un accenno di questo luogo magico e al tempo stesso fortemente spirituale, grazie alla sua atmosfera raccontata dai suoi avi e più volte finalizzata attraverso le strutture presenti all’interno di essa.
Diceva John Evelyn, scrittore inglese del 600, e che aveva avuto modo di ammirare e scrivere testi sulle famose ville come Villa d’Este a Tivoli o Villa Aldobrandini a Frascati: il più incomparabile prospetto che abbia mai visto.

Lo stupore dello scrittore nell’entrare in questa piccola isola  lo portò a definirla come unica al mondo e non uguale a ad altre.

L’isola Bisentina si presenta dall’alto con una forma triangolare frastagliata, quasi a creare un merletto e sappiamo che è il risultato di un accumulo della lava dell’antico vulcano Volsini. Questa, insieme all’isola Martana sono venute a galla, creando piccole isole che ancora oggi rappresentano piccole gocce ricche di vegetazione.

Il risultato geologico e stato quello di creare uno sprofondamento delle bocche dei vulcani fino a realizzare una caldera, ed il riempimento di acqua è dovuto fino a 12.000 anni fa ad un abbassamento del livello del terreno, portando fuori i corsi d’acqua verso l’eterno. Oggi abbiamo come esempio il fiume Emissario di Marta che prende nome appunto dalla località lacustre.

In tutta l’area ci sono ancora presenti sorgenti sotterranee di acque calde e , all’interno del lago, ad una profondità di circa 100 mt di quota, molte di esse si immettono nel lago, rendendolo anche caldo.
L’isola Bisentina proprio per questo è anche l’Omphalos ovvero il centro del mondo sotterraneo per gli antichi etruschi ma anche per le popolazioni successive.

La presenza di gas, che ancora oggi vengono sprigionate dall’interno, sono divenuti meta di pellegrinaggi e elementi essenziali da far si che l’isola diventasse luogo religioso ottimale. Qui probabilmente avvenivano diversi riti legati alla Madre Terra ma anche riti funerari. Molte tombe a fossa di origine etrusca, sono state trovate al ridosso con la parte più alta dell’Isola, cioè Monte Tabor (circa 53 mt di altezza) e proprio qui, ai suoi piedi c’è ancora (visitabile con la guida) un antico pozzo di epoca etrusca e poi romana, collegata ad un lungo cunicolo, che probabilmente portava le acque su tutta l’isola. 

Stiamo ovviamente parlando di acque gassose o anche di soli gas che venivano emanati dal centro del pozzo e che sicuramente permettevano ai sacerdoti di avere contatto con il divino. Un’interessante scoperta, effettuata ai piedi della Punta Calcino, fa riferimento ad un via vai di imbarcazioni, magari con lo scopo di recuperare del cibo quale pesce o vegetali all’interno dell’isola. E’ dell’età del bronzo una antica Piroga recuperata proprio a ridosso di uno scorcio dell’isola posizionata a sud-ovest e oggi conservata ed esposta presso il Museo della Navigazione delle acque interne di Capodimonte.

L’isola nel IX sec. d.C divenne rifugio per tutti gli abitanti provenienti dalle località intorno al lago, che fuggendo dalle persecuzioni longobarde e saracene, dovettero nascondersi.

In questo caso non abbiamo resti di abitazioni che confermino la presenza di un antico borgo.
L’isola Bisentina cominciò a divenire nel 1300 un gioiello della famiglia farnese che prese possesso per poi creare una palazzina, uno splendido giardino e e trasformarla in un luogo di interesse religioso. 


I Farnese rimasero fino alla metà del 500 invitando artisti e grandi architetti come Antonio da Sangallo il giovane, per costruire alcuni dei piccoli luoghi di culto.
L’sola (per volere di papa Eugenio IV) viene ceduta all’ordine dei frati minori.  Benedettini, agostiniani trasformano questo luogo in un punto forte religioso che diverrà poi meta di pellegrinaggio.

Saranno poi papa Pio II e papa Paolo III (Farnese) che prenderanno possesso dell’isola aggiungendo alle varie strutture monastiche un Campanile, Chiesa e convento, ben sette Cappelle. 
Sotto la costante presenza dei religiosi le sette cappelle sarebbero divenute i “Fari” della Bisentina, ricordando anche le Sette chiese di Roma con processione a seguito.
L’isola Bisentina nel pieno rinascimento diventerà un luogo di pellegrinaggio dove poter espiare le proprie colpe e ricevere l’Indulgenza Plenaria, attraverso il percorso del Calvario e la breve sosta all’interno di ogni Cappella.

E’ Interessante notare come le sette cappelle sono controllate (metaforicamente parlando) dalla unica e grande chiesa di San Giacomo e Cristoforo (ancora oggi in restauro). 
La chiesa fu costruita proprio per volere del papa Pio II, sotto le indicazioni dei frati minori.
Le sette cappelle non sono state posizionate a caso , ma anzi ciascuna si trova a ridosso di uno sperone che scende verso il lago, e quindi nella parte alta così che ciascun pellegrino dell’epoca  ed il visitatore di oggi possa vederle già da lontano, man mano che si accinge a raggiungere l'isola.   Potremmo dire che già nell’avvicinarsi ad essa e avvistando una delle cappelle, si è sulla strada della redenzione e del perdono.

Inoltre ogni cappelletta guarda ad una località del lago e sono state posizionate seguendo un orientamento ben preciso. (guardare la mappa)
Ecco le seguenti cappellette:
-    a sud Santa Caterina
-    a ovest Santa Concordia
-    a nord est San Gregorio Magno
-    a nord tre cappelle dedicate a San Francesco
-    punto più alto dell’isola Monte Oliveto, Cappella della Trasfigurazione


In seguito l’isola (come già sappiamo) fu acquisita dalla famiglia i principi Del Drago che imparentati con gli Spada nella metà dell’800, acquisiranno anche il Palazzo nobile  a Bolsena che andremo a visitare domenica 9 luglio.

-    La famiglia  cercò di  mantenere comunque i giardini il vero fiore all’occhiello, mantenendo la vegetazione tipica locale.  Beatrice Spada infatti ne fece una Residenza di Campagna, realizzando bei percorsi all’interno di boschi ricchi di alberi  platani, tigli, eucalipti, magnolie, cedri, ulivi e ombrosi lecci. 

Una flora colorata di rose e ortensie sono tra le ricchezze floristiche dell’isola che ancora oggi fanno da scenario perfetto per una visita all’insegna della cultura.

La famiglia rese l’isola accessibile alle visite dimenticando però la necessità di un intervento di manutenzione. Angelica Del Drago ormai in pensione decide di cedere la proprietà ad una delle famiglie più potenti legate all’industria farmaceutica, la Rottapharm; per una cifra importante di 5 milioni di euro; la Famiglia Rovati acquista la Bisentina iniziando così anche i lavori di restauro.
Luca Rovati in questo è stato chiaro. Prima mettere in sicurezza l’area e poi dare la possibilità di far accedere i visitatori desiderosi di storia, di bellezza e di natura.
L’acquisto avvenuto nell’ottobre del 2017, era in concomitanza anche con la realizzazione del Museo Etrusco a Milano, appartenente alla Fondazione Rovati.

Dal 20 giugno 2023 i Rovati hanno aperto l’accesso all’isola, e collegandosi direttamente sul loro sito https://www.isolabisentina.org/visite/  è possibile prenotare giorno, orario e porto per la visita guidata.
I battelli infatti partono da Capodimonte (visita mattiniera), e da Bolsena (visita pomeridiana) e rientrano comunque "Servizio  a parte".

In questo caso potrete contattare le due società che si occupano di trasportare le persone, sia per la circumnavigazione che per raggiungere l'isola Bisentina.

Naviga Bolsena (Capodimonte)  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Navigazione Alto Lazio  (Bolsena) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Importante tenere a mente che i percorsi non hanno un piano di calpestio rettilineo e per questo occorre avere scarpe comode da ginnastica o da trekking per permettere di effettuare anche le pendenze.

 

 

La Malta dei Papi
Uno spazio in più per quanto riguarda il fiore all’Occhiello dell’isola Bisentina, cioè la Malta dei Papi, aperta dal 20 giugno al 5 novembre 2023.
Si tratta di un vero viaggio nella profondità della terra e che abbiamo accennato sopra, in questo articolo.
Si tratta di un grande ipogeo posizionato sotto il punto più o quasi alto della Bisentina, il Monte Tabor.
Durante il medioevo divenne un carcere per i religiosi accusati di eresia e Dante lo cita come un luogo oscuro e di pianti.  Un carcere perpetuo che nasce però da un condotto idrico di mano etrusca.
E percorribile infatti 30 mt di cunicolo di origine etrusca e poi rifatta dai romani, per via dell’intonaco presente nelle pareti. Legata all’uso delle acque termali, la Malta dei Papi è sempre stata considerata un luogo sacro legato al culto delle acque e di conseguenza alla Dea Madre.
Non dimentichiamo che questo luogo è circondato da una serie di leggende legate al famoso regno sotterraneo Agharti e, secondo le teorie fantastiche di Madame Blavatsky, la Malta poteva essere uno dei tanti accessi magici.

Vi terremo comunque informati della visita citata e cercheremo di pubblicare una serie di foto documentative.

 

  clicca qui 

  Proposte di lettura.

Agharti di Luis Contenebra, ed. Effigi

 

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