Gioielli nascosti della Ciociaria: tra abbazie e grotte naturali, vi portiamo a Collepardo.

Siamo alla scoperta della Certosa di Trisulti e le grotte di Collepardo
 quelli poco noti all’Italia e forse agli stessi abitanti.

Oggi vogliamo dedicare lo Spazio di Escursioni e Viaggi ad una vera chicca della Ciociaria. 
Ci troviamo a Collepardo in provincia di Frosinone, dove lungo i Monti Ernici si manifesta una splendida e folta vegetazione chiamata Selva d’Ecio.

 

A circa 800  mt di altitudine lungo le falde del Monte Rotonaria, ci imbattiamo con il nostro piccolo pullman in un luogo a dir poco mistico e suggestivo. 
Saliamo fino a giungere in una grande piazza panoramica che, oltre a permettere di vedere un belvedere mozzafiato, costeggia l’ingresso di un complesso religioso chiamato Certosa di Trisulti.

Il nome così curioso deriva dal termine latino “Tres Saltibus” (tre salti), poiché l’antico castello del XII sec appartenente ai Colonna e distrutto dominava dall’alto , Abruzzo, Roma e la parte meridionale dello Stato della Chiesa.  Di questo castello non è rimasto praticamente nulla, se non qualche accenno delle mura, ma poca roba.
La struttura inizialmente apparteneva alla comunità benedettina, fondata da san Domenico di Sora ed oggi posizionata non poco lontana dal recente complesso. Nel 1204 papa Innocenzo III decide di assegnare l’area e la struttura ai monaci certosini che, noti per la loro laboriosità precisa, costruirono la nuova abbazia un po' più in alto. Da qui il complesso viene chiamato “Certosa”

Il nuovo perimetro abbaziale conteneva (come da regola) diversi ambienti, ciascuno dei quali era destinato ad un ruolo preciso. 
L’area rispetto la prima, era meno impervi e per questo, scelta in alternativa alla prima posizione. 
Il complesso perciò vede ancora:

La chiesa di San Bartolomeo  
Essa è dedicata a tre personaggi religiosi, alla Vergine Assunta, a San Bartolomeo e al fondatore dell’ordine dei Certosini San Bruno. Ben evidente la parte gotica originaria, nonostante ormai sormontata dall’architettura fortemente Barocca.  L’intera facciata realizzata nel 1798, è opera dell’architetto Paolo Posi. Ma chi ha occhio, non può non ammirare i diversi quadri di Filippo Balbi un personaggio alquanto estraneo dalle consuetudini artistiche e per questo un anticonformista. Le sue opere sono state sempre contestate per via della cruda realtà dei personaggi. 

Tra le sue opere pittoriche, all’interno della chiesa di San Bartolomeo, vi sono sulla Strage degli Innocenti. Attraverso i quali, i movimenti rotatori dei personaggi e le loro muscolature, fanno ricordare molto le attenzioni strutturali di Michelangelo.
Non da meno il soffitto. Impossibile non rimanere abbagliati dagli affreschi della volta; La Gloria del Paradiso trasmette in pieno il contenuto ed il titolo dell’opera. Lo stesso autore, Giuseppe Caci realizza intorno il 1683, altre due opere quali Madonna col Bambino e i Santi Bartolomeo e Bruno, in onore dei due padri dell’abbazia.

Sotto gli altari si trovano i corpi di due santi martiri riccamente vestiti: San Benedetto e San Bonifacio. Il dettaglio del pavimento del Coro dei Padri riproduce la stessa forma del pavimento della basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma
Ciò che fondamentalmente ci affascina, è la caratteristica struttura del complesso architettonico. Un abbazia infatti doveva contenere una vera e propria piccola città dove poter trovare la chiesa, la biblioteca la zona lavori manuali ecc. 

Dalla pianta potete vedere come la Certosa è suddivisa:

1 Ingresso,
2Terrazza panoramica, dove possiamo ammirare l’altezza e la disposizione del complesso, da cui vedere tutta la composizione naturale. 


3 Giardino della FARMACIA, un piccolo giardino a pianta rettangolare con siepi dove sono coltivati fiori e d erbe di funzione officinale. Ma anche rose, ciclamini e piante orientali.


4 Farmacia il vero gioiello della Certosa dove si accede attraverso un cortile che permette di ammirare l’antico orto botanico. Entrando in un corridoio collega con diverse sale (non molto grandi) che venivano utilizzate fino il XVIII sec come ambienti per preparare i medicamenti e medicinali naturali vari.
La prima saletta è occupata ancora da mobili settecenteschi, alcuni die quali sono decorati da immagini raffiguranti animali. Il così chiamato Salottino Balbi, cioè sala d’attesa ha diversi dipinti scenografici, quasi impressiona. Padre Bruno sembra uscire da un altro ambiente e venirci incontro con un sorriso molto accattivante e furbo. 
Ma ciò che cattura di più l’attenzione del visitatore, è sicuramente la sala farmacia dove si conservano ancora (all’interno degli scaffali coperti da antichi vetri) sono i contenitori in maiolica decorata.  Ciascun vaso, contenitore ha la scritta riferita all’erba o al minerale che veniva usato per medicare. 
La maestranza dei grandi maestri Cistercensi si vede nei dettagli della farmacia stessa.


5 Corte della Certosa dove si affaccia una tra le più belle fontane settecentesche 


6 Chiesa di cui abbiamo già parlato


7 Refettorio 


8 Chiostro della Clausura si trova lungo un corridoio. Di forma rettangolare è circondato da ampie arcate dove sopra poggiano le stanze dei monaci, disposte su più piani. 

 

Non molto lontano vi è anche un piccolo cimitero dei monaci.
Chi fa visita a questi luoghi è perché fondamentalmente sente il bisogno di silenzio e di spiritualità, pur non essendo necessariamente credente. Per questo consiglio di non fermarsi solo alla struttura abbaziale ma di allontanarsi un po', armarsi di forza e di scarpe comode e, pian piano fare la salita che giunge fino la grotta dove San Domenico si rifugiò e visse per ben tre anni. La fatica è tanta ma vi assicuro che vale la pena. Mentre si sale su, si ha l’impressione di volare e si gode a pieno del monte Rotonaria, lungo la catena dei monti Ernici.

 L’impatto con l’opera d’arte di arenaria della montagna fa comprendere che si è quasi vicini all’eremo. Si presenta con una semplice porta che protegge ovviamente lo pseudo eremo, oggi divenuto un piccolo altare. Tanta gente ha deposto fiori finti, bigliettini di ringraziamento e foto con familiari, amici bisognosi di un miracolo. La presenza di questi oggetti è la conferma che tali miracoli hanno portato buoni risultati.

Grotte di Collepardo
Se la mattina si decide di vivere un’emozione ricca di spiritualità, dopo un pranzo al sacco veloce, non si può evitare assolutamente il gioiello geologico di Collepardo (il cui nome nasce dalla presenza di tantissimi gatti selvatici nel territorio). Tappa d’obbligo sono le grotte di Collepardo, i cui abitanti ancora oggi sono i numerosissimi pipistrelli che si nascondono all’interno della piccola sala.

Si trovano sul versante meridionale dei monti Ernici e sono divise in tante sale. Inizialmente il nome dato a queste grotte, era Grotte dei Bambocci. Un nome molto curioso che è stato assegnato dagli abitanti di Collepardo per via delle stalattiti e stalagmiti che hanno assunto una forma bizzarra simile a quella di alcuni personaggi antropici e animali. Più tardi, in occasione della visita della regina d’Italia, nel 1904, fu assegnato il nome di Grotte della regina Margherita. 
In realtà le grotte non sono molto grandi; sono divise in due ambienti quali la Sala Grande e la Sala dei Pipistrelli. Quest’ultima a differenza della sala grande, non è illuminata perché al suo interno rimangono ad abitare comunità di circa 2000 pipistrelli, la cui presenza è fondamentale perché si nutrono costantemente di insetti ed in particolare di zanzare. Dobbiamo perciò riconoscere la loro utilità.
Dal momento che ci occupiamo di archeologia, e lecito ricordare che proprio all’interno di queste grotte sono stati fatti degli scavi che hanno fatto emergere degli scheletri (tutti deposti sopra il terreno e con affianco alcuni oggetti in bronzo legati soprattutto all’agricoltura). 

Il C14 ha datato scheletri e oggetti intorno al 1500 a.C. Si tratta di una numerosa comunità del periodo del Bronzo.

Non sappiamo effettivamente il motivo di un numero così elevato di scheletri (circa un centinaio); probabilmente un luogo di sepoltura. Siamo invece certi che la grotta era considerata successivamente anche una grotta Mitraica o Caverna Cosmica.

All’interno si svolgevano riti legati al culto solare ed era possibile che quest’area era meta di continui pellegrinaggi di forma pagana dove si deponevano molti oggetti votivi con forme solari.

Il ritrovamento di questi oggetti ci conferma che la grotta era abbastanza frequentata durante i riti di purificazione che avvenivano con acqua e fuoco.

Attualmente, durante le visite con la guida, e possibile notare ampi teli che ricoprono la superficie, dove sono stati trovati scheletri e oggetti. E’ probabile che gli scavi (finanziamenti possibili) continuino al fine di recuperare altro materiale e altre informazioni.

Nuova Luce alle Grotte
Per noi che teniamo ad informare e raccontare i retroscena dei beni culturali in generale, è fondamentale parlare del progetto che ha portato avanti fino ad oggi la possibilità di illuminare l’interno di questa realtà sotterranea, contribuendo a realizzare i percorsi che permettono, oggi, di visitare le grotte di Collepardo.
Chiara Carucci è la light designer che ha lavorato sul progetto, ottenendo così la vittoria. 
Si tratta di un progetto d’illuminazione che restituisce la luce non invasiva, mettendo in evidenza lo spettacolare colore del sito naturale.

Lo scopo, oltre quello di illuminare le parti salienti degli ambienti, è quello anche di divulgare ed informare attraverso le voci del presidente del WWF, Donatella Bianchi e di altri ricercatori. Si scopre così un mondo totalmente sconosciuto.

Invitiamo tutti i nostri lettori a fare visita a questi luoghi ciociari, ancora poco noti, affinchè possiate anche farlo presente a vostri amici, colleghi e parenti. 
Proprio per questo qui sotto potrete visitare il sito ufficiale e contattarli. 
Vi ricordiamo che è obbligatoria la prenotazione sia per la visita alla Certosa di Trisulti che per le grotte di Collepardo.

Inoltre importante ricordare che sia l’abbazia, sia le grotte sono inserite nel sistema Polo Museale Lazio e che fa riferimento al progetto Lazio Crea. 

Per informazioni e prenotazioni contattare
Certosa di Trisulti
Via dei Trisulti, 8 Collepardo
Tel 39 0775 47024

Grotte di Collepardo 
Tel. 39 0775 47065

Da questo numero è possibile organizzare anche la visita del Pozzo di Antulla. Assolutamente da non perdere perché si tratta di una grande voragine carsica, con una profondità massima di 80 m e con una circonferenza di 300 m, originata dallo sprofondamento del suolo legato ai fenomeni di carsismo della zona.

Qui di seguito una curiosa descrizione da parte dello studioso storico e medievista tedesco Ferdinand Gregorovius:
una cavità circolare che mi rammentò vivamente le grandi latomie di Siracusa. Questa misteriosa fonte ha una circonferenza di 1500 passi, discende ad una profondità di 150 piedi circa e nel fondo lascia vedere una foresta [..] Laggiù scaturiscono abbondanti sorgenti dal corso misterioso che mantengono il verde dell'erba, mentre questa vasta conca tira a sé la rugiada notturna. Discendendo collo sguardo lungo le pareti giù nel profondo si osserva una meravigliosa vegetazione: in forme bizzarre e fantastiche, simili alle stalattiti, crescono dappertutto cespugli di lentischi e ginestre selvatiche dai fiori dorati. Le pareti presentano tutti i variati colori dell'iride perché ora la roccia si tinge di un delicato grigio argenteo, ora invece è di un bel rosso acceso, giallo o turchino scuro, oppure nero addirittura

Speriamo di avervi fatto venire un po' di curiosità e con essa, la voglia di passare una domenica diversa dal solito, alla scoperta di una parte della Ciociaria.

 

Siamo affiliati con IBS e pertanto vi proponiamo qualche testo e/o libro relativo al grande storico F. Gregorovius.

Potete acquistare con noi:

Storia di Roma nel Medioevo, Dall'anno 1305 al 1420

 

Storia di Roma nel Medioevo. vol. III, libro settimo: Storia della città di Roma nell'XI secolo

 

Passeggiate romane

 

 

Vi proponiamo inoltre visite guidate alle vicine Grotte di Pastena, dove potrete prenotare le date a voi più adatte.

Visita guidata di Pastena e le sue Grotte

 

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