Etruscometria: dagli studi di Mario Preti, la vera misura del popolo etrusco.

Onorata di poter dedicare lo spazio al prof Mario Preti che ha dedicato la sua vita all’insegnamento universitario e alle teorie fuori accademiche sull’architettura etrusca.

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Chi mi conosce sa molto bene che ho sempre sostenuto il fatto che il popolo Etrusco non poteva essere completamente autoctono e che buona parte delle strutture architettoniche (specie quelle urbanistiche come strade e condotti idrici) erano in qualche modo collegate ai sistemi urbanistici provenienti dal popolo assiro babilonese. Non tutti però hanno mai accettato questa opinione.

In questo pensiero mi sono ritrovata a condividere con Mario Preti e con i suoi compagni di viaggio Beppe Centauro, Carlo Alberto Garzonio, Michelangelo Zecchini quasi tutto. Anzi io piccola davanti ai professori, ho sempre chiesto consenso delle mie teorie e con grande sorpresa ho ricevuto sempre “conferme”.

La scomparsa di Mario Preti ci ha lasciato un vuoto ma l’amore e l’amicizia ha condotto Giuseppe Centauro e tutti i soci dell’Associazione Ilva / Isola d'Elba, a raccogliere gli studi e i lunghi lavori tenuti in un cassetto. 

Non potevano rimanere rinchiusi per poi essere dimenticati.  Tante ricerche e studi che vanno a raccontare una verità storica che molto spesso dà fastidio, deve essere divulgata. Lo dobbiamo per Mario e per le generazioni future, semmai decidessero di non far morire la loro genesi. 

Anche la sua adorata metà Benedetta Lugli (in Preti) ha voluto non trattenere i tesori realizzati con tanta fatica dal consorte e ha voluto fortemente sottolineare che i lunghi viaggi fatti anche insieme, sono serviti per comprendere la ricchezza degli etruschi e la capacità di unirsi a diversi popoli, grazie alle strade del commercio. 

Gli etruschi hanno fatto sempre parte della loro vita insieme. In questo la sottoscritta ci si ritrova molto perché anche nel mio caso, il popolo dei Rasna hanno e continuano a lasciare un segno profondo. Inoltre i vari viaggi mi permettono di non rimanere ferma su alcuni aspetti accademici.

Ma tornando al libro, il titolo è tutto un Programma…ETRUSCOMETRIA.  Questo è un termine non casuale che racchiude il protagonismo degli Etruschi e la Misura di quelle che furono le complessità architettoniche, dall’essenza medio orientale della Mesopotamia.

Anti dogma per eccellenza, Etruscometria  è un progetto antico (come lo ha definito l'autore)ed ha lo scopo di svelare tutti quegli elementi che rivelano i caratteri culturali di un popolo molto più globalizzato di quanto si possa pensare.
Le vie del commercio hanno portato questo popolo a intrecciare e usare le migliori strutture idriche e stradali fino a realizzare il primo concetto di Urbanistica (AHIME spazzato via dalla forte incisione dei romani).

Se 2 + 2 fa 4, anche una serie di calcoli matematici reggono alcune teorie che si ripetono in ogni costruzione di origine mesopotamiche-anatoliche e si riversano su quelle etrusche. La  matematica non è un’opinione e quindi non possiamo giustificare certe teorie come un pensiero assurdo da parte di un visionario, come spesso gli accademici accusano.

Attraverso un lavoro di analisi, logica e calcoli Preti ha voluto raccontare gli Etruschi e la loro vita urbanistica attraverso la Matematica. Ha tirato fuori una serie di calcoli che, sbalorditivamente hanno dato informazioni riguardo le fondazioni di città etrusche quali Firenze, Fiesole e Prato. Fino poi l’ultima città etrusca di Gonfienti, riemersa dopo una lunga campagna di scavo e conferma di alcune teorie legate alle divisioni spaziali geometriche. 

Quest’ultima fase la possiamo ritrovare anche nel sistema geodesico di alcuni siti megalitici del periodo eneolitico.

Mario Preti, Beppe Centauro hanno sempre voluto esporsi attraverso gli articoli pubblicati su Cultura Commestibile, al fine di poter rivelare le ultime scoperte storiche di un popolo tutt’ora misterioso. 

Angelo Pontecorboli è l’Editore di questo interessante e provocatorio libro ed è anche un eroe nel aver deciso di dedicare spazio ad un nuovo modo di fare storia ed interpretarla. Pertanto da parte nostra anche un grazie a lui che ha voluto mettersi in gioco, rivelando anche un suo probabile pensiero sull’origine di una civiltà grandiosa.

Un grazie anche alla rivista Cultura Commestibile  e al suo editore Maschietto editore che è stato tra i primi a recensire il libro, con grande stima e coraggio al tempo stesso.

Carissimi lettori non vi resta che acquistare questo capolavoro e da parte nostra, un augurio di buona e sana lettura.

 

 

 

 

 

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