I Migliori libri di Archeologia: i 25 più letti del 2024, da Libreria Universitaria.it

Nel mese di dicembre viene spontaneo cominciare a pensare ai regali di Natale e giustamente, per chi è appassionato di storia e di archeologia o per chi ha familiari e/o amici in questo contesto letterario, proponiamo qualche libro a tema da acquistare e/o regalare. 


Ci siamo chiesti se potesse esistere una classifica dei libri più acquistati e  più letti dell’anno che stiamo per lasciare; ebbene SI. 

Possiamo notare, con grande sorpresa, che negli ultimi due anni, sempre più gente e più lettori si sono avvicinati ai temi legati all’archeologia e alla storia. 
Probabilmente anche ispirati e coinvolti dai numerosi programmi Culturali che propongono diverse reti televisive. 
A noi non può che fare piacere e per questo vogliamo proporvi un elenco effettivo dei testi più gettonati. 

Un numero considerevole di acquisti, (soprattutto  On Line) di testi come quelli che stiamo per elencare, ci fa pensare che c'è sempre più interesse per certe tematiche, e quindi sognando magari di essere un Indiana Jones, diverse fasce di età e diversi target, hanno dimostrato di volersi imbattere in avventure letterarie.
In questo articolo  segnaliamo  venticinque libri  che potrete scoprire, scegliere e acquistare.

Vi lasciamo con una frase molto interessante e anche significativa che ci fa riflettere sul mestiere più bello, quello che porta a connettersi con un mondo sotterraneo e al tempo stesso esplorare ciò che non appartiene più al nostro tempo:
“L ’esplorazione del passato è sempre stato uno dei più irresistibili desideri dell’uomo. Ma l’archeologia oggi è nel pieno di una vera rivoluzione. Non si contenta più di diseppellire pietre ed esotici oggetti d’arte. Gli archeologi cercano di mettere insieme un quadro di come vivevano e si comportavano le antiche società, indagano sulle condizioni economiche, il modo di vita della gente comune."
(Aly Hassan, curatore del Museo Egizio del Cairo) 

 

E con questa frase, vogliamo augurarvi  buona lettura e buona Esplorazione...

 

 L'essenziale di archeologia. Teoria, metodi, pratiche di Colin Renfrew, Paul Bahn

L’essenziale di archeologia fornisce un quadro limpido, autorevole e conciso della moderna pratica archeologica. Organizzato intorno a domande fondamentali, introduce ai metodi che la ricerca archeologica utilizza per comprendere il passato remoto dell’umanità e mostra come teoria e pratiche siano in relazione e si influenzino a vicenda.
Da tempo la ricerca archeologica non consiste più soltanto nello scavo minuzioso di un sito, per quanto questa attività mantenga sicuramente grande importanza.
Grazie ai progressi delle scienze e dell’informatica, infatti, è diventato possibile ricavare informazioni anche senza la necessità di scavare, con la conseguente moltiplicazione degli strumenti di ricerca: dalle tradizionali pala e cazzuola alle immagini satellitari, alla mappatura laser con LiDAR e al telerilevamento dal suolo. Sia in laboratorio sia sul campo, le nuove tecnologie hanno portato a parlare sempre più spesso di prove genetiche, studio delle proteine antiche, esame dei microbi nello smalto dei denti.

 

 Storie della terra. Manuale di scavo archeologico di Andrea Carandini

Questo libro - già edito nella "Biblioteca Studio" nel 1996 - è una guida alle procedure della stratigrafia, ultimo grande metodo inventato per scrivere la storia. Esso consente di decriptare il palinsesto dei monumenti e del sottosuolo, rendendo trasparenti le azioni della natura e dell'uomo concretatesi in distruzioni e costruzioni, in azioni, avvenimenti e circostanze che hanno coinvolto ampi contesti sociali e minute storie individuali. Con le sue abilità artigianali, storiche e scientifiche, lo stratigrafo penetra nelle campagne, nelle città e negli oggetti traducendone l'essenza più intima in una lingua comprensibile, in un racconto. La grammatica per scavare e comprendere qualsiasi "stato di cose" rimanda agli ordini di idee della cultura indiziaria, di cui si avvalgono geologi, paleontologi, storici dell'arte, psicanalisti e investigatori, i quali li hanno a loro volta appresi dalla semeiotica medica. La cultura indiziaria viene qui intesa in quell'indissolubile intreccio di fiuto sagace e di metodo rigoroso che solo consente di raggiungere con serietà la logica profonda e peculiare del sommerso.

Luxus. Il piacere della vita nella Roma Imperiale di Ed. Fontanella E.

Il lusso e lo sfarzo, la capacità di godere del piacere fisico e intellettuale, l'amore per la vita e a volte anche per i suoi eccessi formano il filo conduttore della mostra "Luxus", organizzata da DNArt e avente come prima sede espositiva il Museo di Antichità di Torino. Il catalogo, svincolandosi dalla semplice descrizione delle 350 opere presentate alla mostra, traccia un quadro vivace e brillante della vita nella Roma imperiale, descrivendo i prodotti più ambiti, le vie che dagli angoli remoti dell'immenso Impero portavano nell'Urbe stoffe pregiate, manufatti raffinatissimi, la nordica ambra e le spezie delle terre d'Oriente, oggetti di uso quotidiano e opere d'arte destinate ai più ricchi e fortunati, per scacciare dalla mente il dubbio che un'epoca così prospera potesse giungere alla fine e che anche per i più fortunati dovesse risuonare il monito - nonché titolo di un celebre mosaico qui esposto - Memento mori.

 

 Mondo nuovo. Viaggio alle origini della Magna Grecia di Massimo Osanna

«Questo è un libro di storie. Riguarda vicende di alcune antiche genti che hanno vissuto nel I millennio a.C. nei territori della Magna Grecia. È una storia di mobilità e incontri, perché per tutti, Greci e Italici, la rete di connessioni e il rapporto con gli altri sono stati la cifra esistenziale più rilevante della vita quotidiana.» È questo il «mondo nuovo» che dà il titolo al saggio di Massimo Osanna: un paesaggio dell'incontro che solo l'archeologia può aiutarci a riscoprire, restituendo voce a oggetti e strutture di per sé muti, raccontando chi li ha realizzati, usati, trasformati in memoria o distrutti. Reperti «capaci di narrare le storie di uomini e di popoli che in questa terra si sono incontrati, affrontati, amalgamati in un processo dinamico e senza soluzione di continuità». Attraverso un viaggio in parchi archeologici e musei più o meno noti del nostro Meridione (da Sibari a Taranto, da Metaponto a Paestum, passando per Crotone, Venosa, Caulonia), Osanna illumina il rapporto tra Greci e non Greci, mai univoco né scontato; ridefinisce l'idea stessa della «colonizzazione» per come la immaginiamo comunemente, spostando l'accento sui fenomeni di ibridazione che in Magna Grecia sono stati frequenti e articolati. Un lavoro avvincente sulla memoria degli oggetti (materialità dei contatti), dei luoghi (i paesaggi dell'intreccio), sulla memoria dei morti (quello che le tombe ci dicono), perché l'archeologia è fondamentale per ricostruire le storie non raccontate dalla Storia (il rumore di fondo dei frammenti, «vivo» e «parlante»).

 

Principi di stratigrafia archeologica di Edward C. Harris

Smessi gli abiti variopinti dell'umanesimo genialoide, l'archeologia si eleva finalmente al rango di scienza, che ha con le altre discipline rapporti paritetici. In questa nuova fase, un contributo qualificato di idee e proposte può emergere da questo testo, che descrive un profilo professionale poco noto in Italia ma di casa negli ambienti anglosassoni: l'archeologo specialista in stratigrafie, esperto nella ricognizione dei rapporti stratigrafici e nell'individuazione delle interfacce assai più che nell'interpretazione, ad esempio, dei reperti contenuti negli strati. Sulla collocazione professionale di questa figura di operatore sul terreno, sui suoi rapporti con la figura tradizionale dell'archeologo militante storicamente sviluppatasi in Italia, è aperto un dibattito, nel quale interviene autorevolmente il saggio introduttivo di Daniele Manacorda.


 L'Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici di Paolo Giulierini

Il nostro Paese ci appare il più delle volte come l'erede per eccellenza della civiltà romana. Non c'è nulla di più vero, ma se ci mettessimo in viaggio percorrendo l'Italia da nord a sud scopriremmo che prima ancora che Italiani siamo stati Italici: in ogni regione la toponomastica, i monumenti, i reperti archeologici, le tradizioni etnografiche, persino le abitudini alimentari e culinarie raccontano la storia di popoli antichi che a partire dall'Età del ferro si sono frequentati, confrontati, scontrati. Celti, Veneti, Liguri, Etruschi, Sardi, Latini, Sanniti, Lucani, Piceni, Campani, Punici, Enotri, Siculi e molti altri hanno lasciato ovunque nella penisola tracce profonde, preziose per capire com'era l'Italia prima dell'avvento di Roma. Con la competenza dell'esperto e il passo avvincente del divulgatore, Paolo Giulierini ci accompagna in un viaggio affascinante, ci presenta gli Italici che siamo stati, ne approfondisce il rapporto con il territorio, le modalità insediative, la religione, la lingua e la scrittura, senza tralasciare il fondamentale incontro con i Romani e quello che ne è seguito. Corredato da immagini, questo libro è al tempo stesso un saggio sulla meravigliosa

Ligures apuani di Michele Armanini

In questo volume l'Autore ha voluto riordinare, in maniera organica, i dati forniti dai numerosissimi contributi scientifici che sono stati prodotti sulla storia del primo millennio a.C. in Lunigiana (province della Spezia e Massa Carrara), Garfagnana e Versilia (parte centro-settentrionale della provincia di Lucca).
Grazie all'esame di ogni singolo sito archeologico e a una coerente lettura in chiave storica, Ligures apuani si propone come punto di riferimento, fino ad oggi mancante, per lo studio del popolamento preromano dell'area. Il volume non vuole però essere solo uno strumento di lavoro per gli studiosi, ma si rivolge anche ad appassionati, curiosi e cultori del passato (locali e non) per fornire loro risposte scientifiche sull'argomento.


Il mistero della sciamana. Un viaggio archeologico alla scoperta delle nostre origini di Harald Meller, Michel Kai

Una sepoltura rituale. Una donna, un bambino. Le circostanze della morte inspiegate. Scoperta dai nazisti nel corso degli anni trenta e usata per i loro scopi di propaganda razziale, la tomba - rinvenuta nel cuore della Germania e risalente a 9000 anni fa - è poi caduta nell'oblio. Ora il caso irrisolto della sciamana di Bad Dürrenberg viene riaperto. E si tratta di uno dei ritrovamenti archeologici più interessanti d'Europa. I nazionalsocialisti avevano scambiato lo scheletro per quello di un vecchio dalla pelle chiara, un antenato degli ariani. In realtà, appartiene alla donna più importante della sua comunità: aveva la pelle scura, ed è stata una delle ultime "donne magiche" a vivere nell'Europa centrale ai tempi dei cacciatori-raccoglitori del Mesolitico, prima che Homo sapiens diventasse stanziale. Harald Meller e Kai Michel ricostruiscono, con l'aiuto di tecnologie all'avanguardia, l'avvincente destino di una donna avvolta dal mistero, si addentrano nelle radici della spiritualità di una comunità scomparsa nel pieno dei grandi stravolgimenti dell'evoluzione della nostra specie e ci mettono di fronte alle nostre origini di esseri umani. Ma mostrano anche come l'ideologia possa manipolare la ricostruzione della preistoria umana stravolgendo il passato. Conoscere la storia della sciamana ci aiuterà a capire chi siamo. La ricostruzione di un capolavoro investigativo senza pari nella recente archeologia europea.

 

Augusto e il potere delle immagini di Paul Zanker

Intrecciando storia, archeologia, filologia e analisi delle opere d'arte e letterarie, Zanker ricostruisce qui il progetto dell'imperatore Augusto con un geniale uso propagandistico di immagini e simboli, di restituire un'identità politica e morale ai romani, dopo la crisi dell'età tardo repubblicana. Egli mostra "come un mutamento del sistema politico possa condurre allo sviluppo di un nuovo linguaggio visivo, che riflette e nello stesso tempo condiziona in modo essenziale l'evoluzione della mentalità"; e come il successo di questo programma di rinnovamento augusteo e il frutto di perfetto sistema di propaganda: "Le immagini dei poeti e degli artisti parlano di un mondo felice, in cui un grande sovrano governa in pace un impero universale. E come dimostra non da ultimo la pubblicità, che continua a utilizzarle, alcune di queste immagini conservano ancora intatto il proprio potere di suggestione".

Archeologia della Mesopotamia antica

Sulle rive dei fiumi Eufrate e Tigri sono nate le prime comunità urbane che hanno inventato la scrittura ed elaborato pensieri e immagini fondanti la nostra cultura contemporanea. Il libro ripercorre la densa realtà storica dei popoli (Sumeri, Accadi, Amorrei, Cassiti, Babilonesi e Assiri) che si sono succeduti e hanno coabitato nella terra tra i due fiumi, fornendo uno sguardo d'insieme sulle scoperte archeologiche che hanno contribuito alla definizione dell'antica Mesopotamia come "culla della civiltà".

Archeologia del Paleolitico. Storia e culture dei popoli cacciatori-raccoglitori di Fabio Martini

Il volume si presenta come una riflessione storica sulle più antiche vicende del genere umano, una messa a fuoco dei principali temi dell'archeologia delle origini. Dopo una preliminare illustrazione delle più antiche espressioni culturali del genere "Homo" documentate solo in Africa, l'ambito geografico di riferimento è l'Europa, con particolare attenzione alla Preistoria italiana. Questa panoramica sulla nostra "prima storia" è elaborata attraverso un metodo pluridisciplinare, che vuole coniugare sapere tecnico-scientifico e sapere storico, rendendo l'archeologia uno strumento di conoscenza della nostra identità storica e di proiezione nella progettazione del nostro futuro.

La Sardegna nuragica di Massimo Pittau

In Sardegna è durata più di 200 anni - anche con i suoi risvolti umoristici la diatriba circa la "funzione" o "destinazione" dei nuraghi. Che cos'erano questi antichi monumenti sardi, che hanno dato il nome alla "civiltà nuragica", la quale è stata la prima "civiltà" dell'Italia? Templi, tombe, abitazioni, torri di segnalazione, fortezze, case fortificate, forni fusori, edifici trionfali, edifici per evitare le zanzare? Nel 1977 il professor Massimo Pittau, dell'Università di Sassari, ha pubblicato "La Sardegna nuragica", nella quale ha affrontato in maniera ampia ed approfondita la questione della "destinazione" dei nuraghi. A trent'anni dalla prima pubblicazione ha visto la luce la seconda edizione riveduta e aggiornata, e che ha indotto numerosi nuragologi a mutare la propria tesi.

La preistoria è donna. Una storia dell'invisibilità delle donne di Marylène Patou-Mathis

Fino alla metà del XX secolo, dipinti, sculture, libri, illustrazioni hanno creato un immaginario collettivo trasmettendo un unico messaggio: la preistoria è una questione di uomini. Ma non ci sono prove che gli uomini primitivi fossero cacciatori, creatori di armi e utensili, nonché artisti di dipinti rupestri mentre le donne si occupassero solo dei figli e di tenere in ordine la grotta. L'archeologia è una scienza giovane, che risale al XIX secolo, ed è stata sviluppata da studiosi di genere maschile che erano inclini a proiettare gli stereotipi di quel tempo sul loro oggetto di studio, costruendo un modello di famiglia preistorica che imita quello della famiglia occidentale dell'Ottocento: nucleare, monogama e patriarcale, con l'idea che le donne non abbiano avuto alcun ruolo nell'evoluzione tecnica e culturale dell'umanità. Escludendo metà della popolazione, la visione del comportamento nelle società preistoriche è stata distorta per più di un secolo e mezzo. Nell'ultimo decennio, però, lo sviluppo dell'archeologia di genere, delle nuove tecniche di analisi dei reperti e le recenti scoperte di fossili umani ci hanno permesso di sfidare i numerosi pregiudizi sulle donne preistoriche, che erano in realtà meno sottomesse e più inventive di quanto si è creduto fino a oggi. Con La preistoria è donna, Marylène Patou-Mathis decostruisce i paradigmi all'origine di questo ostracismo e ci permette di aprire nuove prospettive nell'approccio scientifico verso lo studio delle società preistoriche. Pone inoltre le basi per una diversa storia delle donne, libera da stereotipi, non più dominata e scritta solo da uomini.

 


Gli dei della terra di Giovanni Feo

Presso luoghi ritenuti sacri quali boschi, sorgenti, grotte, templi rupestri e siti prodigiosi, gli Etruschi hanno lasciato il segno della loro misteriosa civiltà. L’assidua frequentazione di tali luoghi ha indotto l’Autore ad approfondire le proprie conoscenze oltre che su documenti esistenti, anche con un accurato lavoro di ricerca sul campo, tenendo conto di tutte quelle possibili deduzioni che, luoghi, monumenti, frammenti di antiche dottrine e mitologie, potessero favorire. La venuta dall’Oriente verso il Centro Italia di questo popolo dalle oscure origini, trova singolare motivazione nel fine esoterico di un primordiale culto alla terra, regolato da una enigmatica élite di Re sacerdoti, i Lucumoni. Attraverso le mitiche figure di alcune divinità, Voltumna, Tages, Minerua, Dis, viene rievocato lo scenario simbolico di quel Pantheon etrusco e italico che, ereditando tradizioni e dottrine da Pelasgi, Egizi, Mesopotamici e Cretesi, ha costituito l’ultima presenza degli antichi Dèi sulla terra, prima della rivoluzione giudaico-cristiana e parallelamente alla fondazione di Roma. Quale segno tangibile di ciò che fu il senso superiore della vita per gli Etruschi restano le “porte ì Pitigliano, Sorano, Sovana, Castel d’Asso, e così le vie cave, i tumuli-labirinti, gli interminabili cunicoli; ossia tutti quei misteriosi percorsi sotterranei, scavati fra le rocce, rivelanti i tratti arcani di una civiltà che visse il crepuscolo delle antiche dottrine cosmologiche e l’occultamento di una millenaria sacralità.

 

Geografia Sacra di Giovanni Feo

Scienza e magia degli elementi naturali dalla preistoria agli Etruschi.
Cerchi megalitici orientati astronomicamente, allineamenti tra siti sacri, massi incisi con vasche e coppelle di enigmatica funzione. Sono le tracce di una “geografia sacra”, praticata per millenni al fine di instaurare una rete di connessioni magiche e sacre tra cielo e terra, tra il mondo umano e il grande mistero che lo circonda.

 

 Le tracce di Mosé. La Bibbia tra storia e mito di Israel Finkelstein, Neil A. SilbermanLibro 

Da sempre al centro di polemiche e controversie, la questione dell’attendibilità storica delle Sacre Scritture si è riaccesa alla luce delle scoperte archeologiche avvenute nei luoghi sacri. Nel volume, due dei maggiori archeologi biblici del mondo illustrano per la prima volta, al pubblico non specializzato, i risultati di decenni di scavi in Israele e in Egitto, in Libano e in Siria, e il loro significato per la nostra comprensione dell’Antico Testamento. Scopriamo così che non ci sono prove storiche sufficienti della fuga dall'Egitto né della conquista di Canaan, che la nascita del monoteismo non può essere fatta risalire all'epoca di Abramo, che i primi libri della Bibbia furono redatti solo nel vii secolo avanti Cristo, a distanza di centinaia di anni dagli eventi narrati. Un viaggio affascinante nel mondo dell’antico Israele, che cambia in profondità le nostre convinzioni sul come, quando e perché la Bibbia è stata scritta, ma che ci aiuta anche a capire meglio perché la forza del suo messaggio vada ben oltre le concrete vicende storiche che l’hanno vista nascere.

 

Il restauro della casa dei Vettii

"Se il sito di Pompei e il territorio dell'antica città rappresentano un grande museo all'aperto, un parco diffuso che racconta un intero ecosistema, i cantieri di restauro, le attività di manutenzione e le ricerche sul campo che garantiscono quotidianamente la conservazione e la fruizione del patrimonio archeologico testimoniano quell'insieme di pratiche, di saperi, che non solo rendono il parco un luogo vivo, in continua evoluzione, ma lo caratterizzano come uno straordinario laboratorio di sperimentazioni, di conoscenze e di soluzioni innovative"[Gabriel Zuchtriegel]. "La Casa dei Vettii è senza dubbio una delle case più celebri di Pompei e del mondo romano. Portata in luce tra il mese di agosto del 1894 ed il giugno 1895, sotto la direzione di Antonio Sogliano, è nota per la ricca e ben conservata decorazione pittorica e per lo splendido arredo scultoreo del giardino. I numerosi interventi di restauro che si sono susseguiti nel tempo, a partire dagli interventi realizzati già durante gli scavi, possono costituire esempi paradigmatici del mutare della percezione dell'antico e dell'evoluzione delle tecniche e dell'approccio metodologico al restauro dalla fine del secolo XIX ai nostri giorni. La realizzazione del progetto ha rappresentato un complesso esercizio alla ricerca di un'equilibrata armonia tra antico, moderno e contemporaneo, con una proiezione, per quanto concerne la tecnologia utilizzata per l'illuminazione, in un futuro sostenibile tanto spesso enunciato ma ancora poco realizzato, avendo sempre presente la priorità ed il rispetto per l'antico" [Anna Maria Sodo]. Primo volume della collana I cantieri di Pompei, del Parco archeologico di Pompei.


Costruirono i primi templi. 7000 anni prima delle piramidi di Klaus Schmidt

Nel cuore della preistoria Göbekli Tepe: una straordinaria scoperta archeologica che rivoluziona le nostre conoscenze sul remoto passato dell'uomo e getta una nuova luce sulle antiche tradizioni che hanno originato il racconto biblico della Genesi. Klaus Schmidt, l'archeologo scopritore del primo complesso templare dell'umanità , con questo libro ci conduce per mano dentro l'enigma che attanaglia da sempre gli studiosi della preistoria: donde veniamo e come siamo arrivati fin qui? Davanti a questa domanda cruciale, l'autore non si tira indietro ed avanza ipotesi narrando, in modo coinvolgente, il suo primo impatto con la misteriosa collina di Sanliurfa, nella Turchia orientale, e con i successivi eccezionali ritrovamenti, per poi descrivere con rigore la struttura dell'insediamento neolitico, cercando di interpretare il significato dei colossali pilastri a T disposti a cerchio ed istoriati con straordinari bassorilievi naturalistici o con simboli ancora tutti da decifrare. Il tutto 7000 anni prima delle grandi piramidi egizie e in tempi ancor più remoti rispetto all'innalzamento del primo megalite di Stonehenge. Il sito di Göbekli Tepe, con le sue meraviglie provenienti direttamente dall'era glaciale e con quelle che giacciono misteriosamente ancora sotto il manto di terra, è destinato a cambiare radicalmente la comprensione delle tappe dell'avventura umana. 'La scoperta degli antichissimi templi di Göbekli Tepe (X millennio a.C.) permette per la prima volta di comprendere, con chiarezza senza uguali, come cacciatori e raccoglitori abbiano dato origine alla cultura degli agricoltori sedentari. Un libro affascinante sugli inizi della rivoluzione neolitica.

I misteri della civiltà megalitica. Storie della preistoria del mondo di Felice Vinci

Qual è il nome segreto di Roma? Perché l'Urbe sta su sette colli, come Gerusalemme e la Mecca, e fu fondata il 21 aprile? Come è possibile che l'immagine dell'aquila che lotta col serpente si ritrovi identica nei miti di fondazione della fenicia Tiro e dell'azteca Tenochtitlan? Qual è la soluzione dell'indovinello biblico di Sansone? Cosa è sotteso al mito della Fenice? Dove si trovano realmente le Colonne d'Ercole? Cosa si nasconde dietro il fantasma di Herne il Cacciatore nella foresta di Windsor e dietro i Mamuthones del Carnevale di Mamoiada? Come mai nelle leggende polinesiane si ritrovano i viaggi di Ulisse e la guerra di Troia? L'autore di Omero nel Baltico, avvalendosi anche di articoli da lui già pubblicati su autorevoli riviste scientifiche, dà una risposta precisa e argomentata a queste e a molte altre questioni, riconducibili alla misteriosa civiltà preistorica che tra il Neolitico e la prima Età del Bronzo ha disseminato monumenti megalitici su tutti i continenti: invero, incrociando le attuali acquisizioni scientifiche con quanto emerge da miti, leggende e folklore di tutto il mondo è possibile individuarne la sede originaria e delinearne i tratti salienti, quali la navigazione, le tecniche del fuoco e l'astronomia, con il culto delle Pleiadi e della Madre Terra. 

Archeologia dell'antico Egitto di Kathryn A. Bard

Tutankhamon, le piramidi, la Valle dei re... poche civiltà hanno suscitato e continuano a suscitare un interesse maggiore dell'antico Egitto presso il largo pubblico. Il libro di Kathryn Bard è un volume introduttivo all'archeologia egizia, guida il lettore dal passato preistorico attraverso le dinastie faraoniche fino al periodo greco-romano e fornisce uno sguardo d'insieme sulla cultura dell'antico Egitto, sui suoi monumenti e sulla sua civiltà.

Khnum-Khufu. Cheope: la fine di un mistero. Quando gli Dèi non volevano morire. Ediz. illustrata di Corrado Malanga, Filippo Biondi

osa si cela all'interno della piramide di Cheope? A cosa serviva veramente? Come fu possibile costruirla? Questi affascinanti interrogativi trovano oggi nuove risposte grazie al rivoluzionario lavoro di ricerca effettuato da Malanga e Biondi tramite la nuova tecnologia SAR, il radar ad apertura sintetica. Gli autori illustrano i vari passaggi che li hanno portati a mettere a punto la nuova metodologia di indagine che ha loro consentito di osservare nel dettaglio e per intero l'interno della Grande Piramide, scoprendo l'esistenza di numerose camere e gallerie fino ad oggi sconosciute. Scritto in un linguaggio accessibile e corredato dalle numerose immagini tomografiche ottenute tramite il SAR e dalle ricostruzioni CAD 3D dell'interno della piramide, questo libro offre non solo un viaggio straordinario dentro uno dei megaliti più famosi al mondo ma altresì una ricostruzione, scientificamente fondata, della sua reale funzione e del modo in cui i suoi veri costruttori avrebbero potuto edificarla.

Archeologia del Medioevo di Francesca Romana Stasolla

Guardare al Medioevo attraverso i suoi dati materiali significa ripercorrere la lunga storia di un migliaio di anni attraverso lo spettro di architetture, manufatti, paesaggi, collocati nei rispettivi contesti socio-ambientali e letti diacronicamente. Il caleidoscopio che ne emerge restituisce un'area euromediterranea in profonda trasformazione, dove genti di tipo diverso si incontrano e si scontrano, dove sorgono nuove realtà insediative, dove si sperimentano tecniche, modi dell'abitare, nuove forme di relazione sociale. Il passaggio dal mondo antico alle soglie dell'età moderna viene descritto attraverso i tempi ed i luoghi del Medioevo euro-mediterraneo, per poi affrontare i temi più attuali nella storiografia contemporanea e le classi dei manufatti attraverso i quali l'archeologia contribuisce alla ricostruzione storica.

I castelli dei crociati di Thomas Edward Lawrence

Ben prima di divenire il celebre Lawrence d'Arabia, in gioventù Thomas Edward ha già attraversato in lungo e in largo il Vicino Oriente, studiandone i castelli e le fortezze medievali, e raccogliendo le proprie osservazioni di archeologo autodidatta nella tesi che gli vale il massimo dei voti a Oxford. In viaggi ed esplorazioni attraverso la Siria ottomana dei primi del Novecento, raccoglie una serie di note, appunti, disegni e fotografie che gli consentiranno, appena ventiduenne, di mettere in discussione le teorie archeologiche più affermate dell'epoca. Lawrence ritiene infatti che i crociati abbiano portato con sé dall'Europa - e non appreso sul luogo, come sostenuto da altri studiosi - le proprie conoscenze di costruzione militare, adeguatesi solo in seguito al diverso scenario arabo e alle differenti tecniche d'attacco del nemico. Oltre a provare il valore archeologico della ricerca di Lawrence, il testo qui pubblicato con l'apparato fotografico e i disegni originali dell'autore, e accompagnato dalle approfondite note bibliografiche dello storico Denys Pringle, è un'importante testimonianza della formazione culturale del condottiero della rivolta nel deserto.

Manuale di archeologia dei paesaggi. Metodologie, fonti, contesti

Il libro affronta il tema della metodologia archeologica utile alla ricostruzione dei paesaggi del passato, attraverso lo studio di contesti geografici di diversa estensione. Rivolto agli studenti di archeologia, il libro intende fornire una sorta di introduzione ragionata ai modi di approccio alle forme dei paesaggi antichi, alle procedure utilizzate, alle tecnologie di indagine e di elaborazione. Il testo passa in rassegna aspetti e temi diversi della pratica archeologica: le tipologie delle fonti da utilizzare, la scelta del contesto geografico-storico, la ricognizione del terreno come procedura di acquisizione di masse critiche di dati nuovi, la elaborazione e trasformazione dei dati in informazione archeologica, la loro visualizzazione cartografica. I capitoli conclusivi sono dedicati all'interpretazione degli insediamenti, al delicato rapporto fra archeologia e geografia umana, alla illustrazione sintetica di casi di studio e di ricostruzione di paesaggi del passato.

Archeologia greca. Cultura, società, politica e produzione. Ediz. MyLab. Con Contenuto digitale per accesso online di Enzo Lippolis, Giorgio Rocco

Nuova edizione di un manuale di successo, aggiornato alle ultime scoperte e scavi archeologici.
Corredato da oltre 500 illustrazioni, il volume presenta la Grecia antica fuori dal mito, come una testimonianza fondamentale nella storia dell’Europa e del Mediterraneo. L’uso dell’ambiente naturale e i riti, lo sviluppo della pianificazione urbana, la produzione artistica e materiale, l’economia e il commercio sono alcuni degli aspetti presi in esame.
Ora disponibile con la piattaforma online MyLab compresa nel prezzo (contenente la versione digitale del volume, mappe, carte, approfondimenti).

 

Affiliati Amazon