In quell'occasione, prendendo spunto dalle ricerche di "Prato Etrusca" (libro che si pubblicherà entro l'anno), il prof. Giuseppe Centauro insieme alla dott.ssa Lina Guadagni, presenterà un dialogo apparentemente impossibile in questo caso in quel di Mons Herculis (Monterchi) dove si confronteranno l'Ercole etrusco, il bonificatore, personificato in Lars Porsenna, e l'Ercole di Piero della Francesca, il messaggero umanista.
A seguito pubblichiamo un estratto di ciò che tratterà l'argomento, con lo scopo di poter incuriosire i nostri lettori e invitarli all'evento del 25 settembre 2026.
Un tema curioso dal titolo stimolante: "Prato Etrusca. Camars e la via del Ferro alle origini della città" Potete trovare ulteriori informazioni consultando direttamente le prossime pubblicazioni del volume.
Se ne parlerà con chiave di “conversazione”, come anticipato sopra, analizzando tre tematiche importanti:
il Mito di Porsenna e l'Umanesimo di Piero: Nuove Prospettive sulla Potenza Etrusca
La riflessione odierna prende spunto dagli studi confluiti nel volume di prossima pubblicazione “Prato Etrusca. Camars e la via del Ferro alle origini della città”. Le ricerche documentano i clamorosi sviluppi legati alla scoperta dell'insediamento etrusco di Gonfienti (VIII-VII sec. a.C.), identificato come Camars.
Al tempo di Porsenna, questo centro era un nevralgico hub commerciale e un collettore strategico per il ferro elbano diretto oltre l'Appennino. Una metropoli fiorente che la Lega Etrusca dotò di grandi infrastrutture grazie all'azione dello stesso Porsenna, che vi fondò una "seconda Chiusi", replicando l'operazione già attuata a Felsina (Bologna) come emanazione di Velzna (Orvieto).
La scoperta di questa città, avvenuta trent'anni fa durante i lavori per l'Interporto della Toscana Centrale, sta ridefinendo la storia antica insieme ad altri straordinari ritrovamenti del millennio: la Via Etrusca del Ferro, i Tumuli di Cortona e il porto etrusco-romano di Pisa. Queste evidenze portano alla luce l'epopea di una nazione etrusca in crescita che, pur dominante tra il VI e il V secolo a.C. (Tempora Pursinae), non giunse mai a una reale unificazione politica. In questa chiave si inseriscono anche la Valle del Cerfone e Monterchi: testimonianze come la Grotta di Bedo offrono un contributo decisivo alla revisione critica della potenza etrusca, dall’età villanoviana alla definitiva romanizzazione. Una stagione interrottasi precocemente con la scomparsa di Camars agli inizi del IV secolo a.C. per mano dei Galli Senoni di Brenno.
Piero della Francesca e l'Eredità dell'Hercle Etrusco
Nella terra di Piero della Francesca, la figura mitica di Lars Porsenna – leggendario re di Chiusi e di Volsinii – incarna perfettamente il mito etrusco di Ercole (Hercle), configurandosi quasi come divinità tutelare di Monterchi. Il culto di Hercle, l'Alto Magistrato (zilath) a capo della Lega delle città-stato, fu rinvigorito in epoca arcaica proprio dalle imprese del grande lucumone.
Si tratta di un percorso mitostorico che Piero svela autoritraendosi come un Ercole giovanile, trasmutando il simbolo pagano in un emblema cristiano ricco di umanità. L'artista si muove come una guida virgiliana: il suo Ercole si mostra nudo e disarmato alle origini dell’umanità, capace di distinguere il bene dal male prima della rivelazione evangelica. Nelle sue pitture, la salvezza viene prefigurata nella Morte di Adamo, dove Adamo ed Eva assumono le sembianze di Ercole e Alcesti.
Allo stesso modo, nella Madonna del Parto, Piero esprime il Genius Loci e la sacralità della maternità. L'annuncio serafico si ricollega agli antichi culti etruschi della fertilità legati alle acque della fonte di Santa Maria di Momentana in Silvis (toponimo derivante dall'etrusco Thana, divinità del parto e della prosperità).
Cosmogonia e Geometria Sacra
Come gli Etruschi, Piero ha custodito un messaggio archetipico basato sull'osservazione del templum celeste, come dimostra nel Sogno di Costantino. Per l'artista la cosmogonia diventa la chiave per interpretare l'ordine divino attraverso la geometria delle forme, asse portante del suo progetto iconografico.
Gli Etruschi si servirono di questa "scienza" per suddividere il territorio, pianificare bonifiche e stabilire i giusti rapporti con l'Aldilà, riflettendo in Terra la perfezione del Creato secondo il principio: “come in cielo così in terra”. A differenza dell'Eracle greco, il primo Hercle etrusco (antecedente al collasso miceneo) era un dio (ais) legato alla bonifica, alla fertilità e alle acque termali, spoglio di clava e leontè.
In epoca arcaica, questo dio fu personificato in Porsenna, garante dei commerci e delle transumanze, fino a diventare una costellazione-guida per i naviganti. Spesso raffigurato nei bronzi accanto alla dea madre Uni (Giunone), il suo culto è legato alla costellazione di Cassiopea, che con le sue cinque stelle segna i luoghi sacri di Muns Hercles e Muns Uni.
L'aristocrazia etrusca utilizzò la figura di Hercle/Porsenna per legittimare il proprio potere politico e militare contro le forze del caos. Un impatto mitopoietico che affascinò gli stessi Romani, i quali considerarono Lars Porsenna come un “sovrano-specchio” ideale per giustificare la creazione del proprio epos eroico, senza tuttavia cancellare la sua reale identità storica di lucumone di Chiusi, bensì valorizzata.
Tuttavia, è necessario ricordare che prima dell’occupazione militare culminata con la resa di Roma per mano di Porsenna (508-504 a.C.), l’economia dell’Etruria Settentrionale era già fiorente. Questo successo si doveva agli accordi pattizi stipulati dal lucumone con le aristocrazie di Cortona, Arezzo, Perugia e, oltre l'Appennino, con le nascenti città consorelle dell’Etruria Padana.
Sebbene manchino documenti ufficiali o "iscrizioni tabularie", i riscontri archeologici confermano la stretta vicinanza e persino legami di consanguineità tra i leader politici dell'epoca. A dimostrare questa consolidata transizione geopolitica restano prove tangibili: la condivisione della "Via del Ferro" – completata con il tratto appenninico grazie alla rifondazione di Kainua –, lo straordinario sviluppo di Felsina, il potenziamento del porto di Spina e l'estesa centuriazione del territorio.
Questa mappa storica, tracciata dai reperti, suggerisce che anche Volterra con Pisa, e Vetulonia con Populonia, facessero parte delle alleanze con lo Stato di Chiusi. Lo confermano le affiliazioni al progetto da parte di grandi famiglie aristocratiche, come i Cilni di Arezzo, riscontrabili in iscrizioni e nella diffusione di sepolture con i medesimi segnacoli. Al tempo di Porsenna, lo Stato di Chiusi garantiva i confini delle città-stato alleate e contava su una rete di fortezze difensive. Tra queste, possiamo legare al mito di Ercole i castelli di Monterchi nella Valle del Cerfone e di Montecchio in Valdichiana, posti a difesa dei beni comuni: le ferriere e le colture cerealicole.
Nello stesso periodo, nelle valli a nord dell'Arno, prendeva forma un nuovo modello di habitat: la città metropolitana di Camars (Gonfienti). Supervisionato da Chiusi, questo centro prosperò come polo nevralgico dei traffici tra l’Etruria Tirrenica e quella Padana.
A Porsenna – re sciamano e pontifex maximus – è associata anche la leggenda etrusco-romana della sconfitta del mostro Olta. Secondo il mito, il lago di Bolsena (il Fanum Voltumnae, principale santuario d’Etruria) era soggetto a periodiche e devastanti inondazioni.
Porsenna le scongiurò ricorrendo al rito dei fulgurales, sottraendo il territorio alle brame della "bestia immonda" che esalava effluvi mortali dalle viscere della terra. Plinio il Vecchio, che racconta l’episodio nella sua Naturalis Historia, mostra un duplice interesse: lo studio scientifico dei fulmini e il fascino per l'azione risolutiva che la leggenda attribuiva alle formule magiche del re.
In realtà, dietro il velo del mito si nasconde la storia delle grandi opere di bonifica che Porsenna attuò nelle aree palustri dell’Etruria: dalla Valdichiana alla Maremma vetuloniese, dalla Media Valle dell’Arno fino all’Alta Valtiberina.
Si tratta, naturalmente, di studi preliminari e di indirizzo, che aprono la strada a futuri e necessari approfondimenti. e che speriamo possano accendere l'interesse dei professionisti e appassionati anche attraverso il prossimo evento e conferenza del prossimo venerdì.
Un ringraziamento al nostro amato e stimatissimo professor Giuseppe Centauro che ci ha anticipato il contenuto del suo prossimo volume.
